Aggregazioni bancarie: lavori in corso

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Pronti? Le acciughe si stanno mettendo in branco!!

AGGREGAZIONI BANCARIE

Vere, presunte,ipotizzate, forse solo sognate.

Entro il 2018 ci sarebbe la ripartenza del cosiddetto RISIKO BANCARIO.
In particolare EQUITA SIM avrebbe ipotizzato l’aggregazione di Banco BPM, Banca MPS, Credito Valtellinese, Banca BPER, Banca Carige.
Esaminiamo la consistenza di questa ipotesi, anche se in primis considero che l’unione di varie debolezze non fa una forza, anzi.
Banco BPM: dopo un 2016 problematico, torna nel 2017 all’utile per 558 milioni., ha però ancora un fardello di crediti problematici per 5/miliardi, anche se in via di cessione entro il 2019, secondo il piano industriale. Appare pertanto un partner in via di guarigione, ma ancora convalescente.
BPER banca: l’utile 2017 sale a 176.4milioni. contro i 14.3 del 2016, i crediti problematici ammontano a 5,4/miliardi. Fra le 5 banche si presenta quella più in salute.
MONTE PASCHI SIENA: l’intervento dello Stato per oltre 5 miliardi non sembra, per ora, esser stato risolutivo: 3.5 miliardi di perdite 2017, in aumento dai 3,24 del 2016, ancora 45,1 miliardi di credito problematici.
Banca CARIGE: anche qui nel 2017 il bilancio si presenta con una perdita in aumento da 291,7 milioni del 2016 a 380,5 milioni del 2017, 4,8 miliardi di crediti problematici in netto calo sul 2016.
CREDITO VALTELLINESE: 332 milioni di perdita contro i 333 le perdite del 2016, al momento si trova nella tempesta di un aumento di capitale iperdiluitivo e occorrerà attendere la chiusura di questa operazione per poter fare una valutazione.

La fusione in unico gruppo delle 5 realtà parrebbe dare la leadership a BPER e, in subordine, a BPM.
Negli azionisti significativi di BPER compare con circa il 10% UNIPOL:  voci ricorrenti indicano in BPER l’acquirente della problematica Unipol-Banca, cosa che peggiorerebbe la view su questa realtà.
Banco BPM ha come azionisti di riferimento 2 grandi fondi americani: non è scontato che gradirebbero una fusione con marchi problematici.
Su MPS pesa la quota del 68,4% dello Stato che è impegnato a venderla entro il 2022, con rientro integrale del capitale di 5,5 miliardi investito. Il nuovo gruppo dovrebbe quindi farsi carico di questa acquisizione. A mio avviso MPS finirà in Poste Italiane in cui il governo ha una partecipazione diretta del 29,26% e una indiretta del 35% tramite Cassa Depositi e Prestiti. Senza contare che Ass.ni Generali possiede una quota del 4,31% e potrebbe non gradire una partnership con la concorrente UNIPOL.
Per Banca CARIGE pesa la posizione dell’Azionista di riferimento: visto il comportamento tenuto dai Malacalza fino ad ora, non sembra possano accettare, nell’ambito di questo gruppo, una posizione tutto sommato marginale.
Per il Valtellinese nulla si può dire prima della conclusione dell’aumento. Voci di mercato danno però un forte interesse da parte di grandi fondi, per cui varrebbe ciò che è stato detto per BPM.

19 febbraio 2018.

Note: I dati citati sono rilevati da: Milano Finanza, Il sole 24 ore, La Repubblica, Soldi on Line, Teleborsa,Borsa Italiana.
I dati sui bilanci 2017 sono attinti dai dati preliminari anticipati, ma non ancora ufficializzati.

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