Alta velocità e basso comprendonio

Risultati immagini per campomorone
Ponte ferroviario di Campomorone.  Uno scempio ambientale di 150 anni?

TERZO VALICO: ALTA VELOCITA’ E BESTIALITA’

 Ovvero come faccio a tamponare la falla che ho contribuito ad aprire senza far affondare la nave?

 Il Movimento 5 Stelle, dopo aver contribuito ad alimentare la contestazione al terzo valico, paga ora i suoi impegni elettoralistici verso una manciata di esagitati, bloccandola, buttando al vento centinaia di milioni già spesi e rinunciando a 5 miliardi di Euro di finanziamenti. Tutto questo in nome di un beneficio che avrebbe l’ambiente.

Non si tratta semplicemente di un’opera che accorcia di 30 minuti il percorso Genova – Milano, come molti NO-TAV vorrebbero farci credere, ma di una iniziativa che collega il sistema porti Liguri non solo alla “Padania”, ma a molte parti del Centro Europa, rendendo Genova e Savona competitive con i porti del Mare del Nord per la Svizzera, l’Austria e la Baviera.

Sembrano ignorare questi neo-ambientalisti che privilegiare il trasporto su rotaia libererebbe le nostre strade dalle centinaia di camion che ogni giorno con le loro lunghe teorie le intasano creando, quelli sì, inquinamento con i loro gas di scarico e incidenti spesso mortali.

Temono che, rompendo l’isolamento di questo Paese dal resto d’Europa, avrebbero meno presa sulla gente i loro slogan populisti, per i quali tutti i mali sono da ascrivere alle regole Europee, non alla incapacità di chi il Paese lo dirige. Cavalcando simili temi ben presto ci porteranno a sbattere, facendo arretrare di mezzo secolo questo Stato.

Se avessero governato nel 1850 penso che ancor oggi andremmo a Torino e Milano con le diligenze attraverso il Passo della Bocchetta, che le merci viaggerebbero in quella direzione con le carovane di muli per i sentieri dell’alta via dei Monti Liguri.   Non avrebbero permesso i trafori delle Gallerie dei Giovi o gli imponenti viadotti di mattoni che attraversano la Val Polcevera (vedi foto).

La loro “novità” consiste nel rabberciare le linee esistenti, senza porsi il problema se, nonostante tali interventi, sarebbero in grado quelle linee di sopportare il transito di convogli lunghi oltre mezzo kilometro ad una velocità di 250 Km/ora.

Sanno questi nostri paladini del territorio che esistono nuove tratte ferroviarie in Svizzera e Austria realizzate con criteri anche più drastici di quelli qui progettati, tratte che realizzano la “ferrovia piana” in territorio  Alpino? Per non parlare della “nuova via della seta” che collegherà su binario Chengdu (Cina) a Mortara, in incrocio con il nostro terzo valico, e che consentirà un collegamento con 15 giorni di percorso contro i 40 giorni della attuale via marittima.  Li invito ad informarsi su Hyperloop, treno supersonico a tecnologia italiana, che unirà Chicago e Cleveland  (500 Km) in 28 minuti e Dubai e Abu Dhabi (150 Km) in 12 minuti.

Mi taccio sui risvolti occupazionali che il blocco dell’opera avrebbe.   Non parlo solo dei 1000 addetti ai cantieri, parlo piuttosto delle migliaia di posti di lavoro che si verrebbero a creare nel sistema logistico portuale e nel relativo indotto.

Rivolgano il loro impegno a verificare che le procedure di appalto e di esecuzione delle opere siano conformi a progetti, capitolati e costi, in particolare per quanto riguarda gli inquinanti da rocce contenti amianto.

Una ultima osservazione personale: ma Beppe Grillo si ricorda ancora di esser nato a San Fruttuoso (non di Camogli, ma il quartiere popolare nel Cebtro-Est di Genova), dentro l’officina di suo padre o il suo eremo dorato sulle alture di Sant’Ilario gli ha fatto dimenticare che la maggior parte della sua gente ha vissuto e vive ancora grazie al porto, alle officine ad esso connesse, a tutte quelle attività che, temo con molta superficialità, pubblicamente dichiara estinte?

15 marzo 2018

Precedente La resa dei conti dopo le elezioni Successivo Il PD nel cul de sac