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AMBIENTE E ABUSIVISMO.

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Demolizione di una casa abusiva.

Si può in Italia parlare di una politica ambientale? 

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In Italia non solo si può, ma si deve parlare di una politica per l’ambiente.   La riprova i recenti guasti provocati da una ondata di mal tempo.[1]

ABUSIVISMO E CONSUMO DEL SUOLO.

Contraddicendo un decennio di dichiarazioni contrarie il Movimento 5 Stelle ha recentemente inserito impropriamente nel “Decreto emergenze” un condono per Ischia e non sembra più curarsi del consumo del suolo.[2]

In tutto il Paese troviamo alvei di fiumi ristretti o tombati, spesso senza una valutazione della congruità dell’opera e senza che avvengano le manutenzioni successive su argini e coperture.  Il Governo, dopo aver sepolto il piano “Italia Sicura” e rifiutato un primo finanziamento delle BEI, dà ora la responsabilità all’Europa e all’ambientalismo.[3]

Chi uccide è però la tolleranza nei confronti dell’abusivismo: si lasciano costruire case in zone a rischio, rovinare zone di pregio ambientale, l’abusivismo è talmente diffuso da esser diventato normale.  Chi, guardando “Il Commissario Montalbano”, popolarissima serie TV, ha provato un senso di fastidio vedendo la villetta del nostro eroe costruita su una spiaggia?  Ovviamente se una mareggiata, come quella abbattutasi sulla Liguria, avvenisse lì, i proprietari reclamerebbero a gran voce la ricostruzione a spese dello Stato e, prima o poi, troverebbero il politico che gliela concede (vedi Ischia).

PROVVEDIMENTI PER L’AMBIENTE.

Il più significativo è quello di procedere ad una revisione delle norme sulle demolizioni delle case abusive iniziando da quelle collocate in zone a rischio idrogeologico.  Non è possibile e deleterio lasciare il problema in mano ai Sindaci.   Quale Sindaco, specie nei piccoli paesi, riesce a far eseguire le demolizioni necessarie?  Si hanno casi di Sindaci costretti alle dimissioni, non rieletti, per giungere a quelli minacciati per questi motivi.  Poi, quando esistono situazioni di pericolo, procedere alle demolizioni anche in pendenza di ricorsi.

Lo Stato deve farsi carico in prima persona di questo onere, intervendo in prima persona.   Basta con le lungaggini in questo campo perché il Comune XX non ha i soldi per provvedere.  Si recuperino i centri storici, normalmente insediati in luoghi storicamente sicuri e si ponga fine all’insensato sacco del suolo.

[1] http://giuli44.altervista.org/disastri/.

[2] https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/11/04/maltempo-30-morti-in-una-settimana-verdi-salvini-e-la-lega-responsabili-della-cementificazione-e-dei-condoni/4742274/.

[3] http://www.ilgiornale.it/news/politica/salvini-alluvione-colpa-ambientalisti-salotto-e-scoppia-lite-1596938.html.