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ANCORA SU GLOBALIZZAZIONE E REAZIONI.

By @griwot

Nota di Edilia Maina (Edim 26) a seguito post del 13 novembre.  (http://giuli44.altervista.org/globalizzazione-e-reazioni/)

L’importanza del tema affrontato accende interesse, attenzione, preoccupazioni motivate e desiderio di esternazione.  “Lavorare e tacere” imponevano manifesti perentori in epoca fascista: meglio non dimenticarlo.

L’argomento che impegna tutti noi è la situazione attuale per le incognite che si profilano. E’ il caso di approfondirne le ragioni endogene preesistenti e tenaci: debito pubblico. evasione fiscale, malavita inserita ovunque, sfregi territoriali, xenofobia e così via. In questo quadro sconfortante andrebbero trovate le coordinate per il futuro. Nell’immediato qualche rimedio si basa sul comportamento personale controcorrente, con l’opinione pubblica sconcertata.

Le conseguenze aprono ad un populismo infastidito dalle regole, dalle istituzioni; presuntuoso, invadente. Il compito di chi ha compreso l’entità del problema è quello di ritrovare la fiducia empatica con le forze positive, comprenderne doveri e finalità. Il ripristino di un clima di fiducia gioverebbe a tutti. Il mondo economico-finanziario e il mercato ritroverebbero interesse perché il loro vero propulsore sta nella serietà dell’interlocutore e, di più, nella sua affidabilità (oggi piuttosto latitante).

Grazie Edi,                                                                                                                               come sempre chiara ed incoraggiante. Anche se l’argomento globalizzazione, che considero ineluttabile ai nostri giorni, rischia di essere solo “argomento di distrazione di massa”.  I problemi veri sono, come giustamente metti in evidenza in chiusura della tua nota, nell’interlocutore, inaffidabile ed irresponsabile.                                                  Giuli.