BEPPE GRILLO TORNA A PARLARE

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Forza ragazzi, torniamo indietro!!

BEPPE GRILLO TORNA A PARLARE

Novello e sciagurato vate si rifà vivo chiedendo,  in nome di un sovranismo d’accatto, un referendum per l’uscita dall’Euro.

Non se ne sentiva la mancanza, ma, forse invidioso delle uscite di Renzi, Beppe Grillo torna a parlare.  Lo fa con uno dei suoi slogan preferiti, che molti, tranquillizzati dalle parole accomodanti di Di Maio, avevano dato per cestinato: l’uscita dell’Italia dall’Euro.

“Ho proposto un referendum per la zona euro. Voglio che il popolo italiano si esprima” dichiara in una intervista ad un mensile francese.

E aggiunge  “Tutti i trattati che sono stati firmati erano giusti, ma sono stati deformati dai regolamenti. In seno al Movimento 5 Stelle abbiamo riflettuto su 7 punti come il Patto di bilancio europeo, gli eurobond, le euro-obbligazione o la condivisione del debito. Se siamo un’unione di paesi, dobbiamo condividere.”

Strano che in maniera pervicace il suo M5S abbia cercato e cerchi una alleanza con Salvini.  Voglio qui ricordare che la Lega sostiene che le Regioni del Nord non devono farsi carico dei buchi di bilancio delle Regioni Meridionali.  Allora per quale motivo Tedeschi, Olandesi, Finlandesi dovrebbero farsi carico, condividendola, della valanga di debiti dell’Italia?  Forse per sostenere follie come la flat tax al 15% o il reddito di cittadinanza (o meglio, dei fannulloni)?

Beppe Grillo ha una età per cui dovrebbe ben ricordare le condizioni di un Paese alle prese con una inflazione e tassi al 20% annuo, con svalutazioni della lira a cadenza biennale, con un costo della vita che depauperava i ceti a reddito fisso, in primis i pensionati.

Ma per lui, chiuso nel suo dorato mondo dello spettacolo, quegli accadimenti erano probabilmente visti come qualcosa di lontano, che non lo toccava e neppure lo sfiorava.  Solo gente che non ha mai visto le difficoltà da vicino può essere così altezzosa e approssimativa.

Certo la situazione non è semplice, ma questi tipi da spiaggia (come venivano definiti in quegli anni) la smettano di mettere il bastone fra le ruote.  In cerca di facili consensi impediscono, con dimostrazioni e ricorsi a  complici TAR, l’ammodernamento del Paese, appoggiando i vari NO QUI, NO LA’.

L’Italia ha necessità di crescere e di adeguare i suoi standard infrastrutturali e culturali, non ha bisogno di vati della decrescita felice, di proposte demenziali.  Ci dica piuttosto, il profeta, di quanto intenderebbe svalutare la neo-lira rispetto all’EURO e qual sia il disegno post eventuale ITAL-EXIT

Una bella Federazione con i Paesi del Maghreb, con libertà di circolazione delle persone: che ne pensa il guardiano della razza Italica, Salvini?  Una felice Unione con gli Stati dell’Est, così non avremo più aziende Italiane che aprono fabbriche in Serbia, Albania, Romania, Bulgaria dove i salari sono di 300-400 euro al mese?  I salari Italiani con la svalutazione saranno presto livellati a quegli standard e le fabbriche delocalizzate potranno rientrare.

E il popolo bue sarà finalmente contento!  (Si salvi chi può).

5 maggio 2018

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