BORSA, SPREAD E SALVINI

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Questo è un biglietto da 5/miliardi di marchi della Repubblica di Weimar. Sapete che cosa ci si poteva comprare? 100 grammi di pane. E sapete cosa successe dopo? Hitler prese il potere.

BORSA, SPREAD E SALVINI

Questa mattina ad Agorà (programma mattutino di RAI 3) Salvini ha parlato ancora, ribadendo tutte le sue posizioni.  La Borsa e lo spread hanno subito reagito a scapito di tutti gli  Italiani.

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Salvini parla e borsa e spread cadono.  In questo momento l’indice principale della Borsa Italiana perde quasi l’1,50%, contro perdite molto più contenute delle Borse Europee, lo spread sale verso 230.  I più mi diranno: che me ne importa?

Bene, cari ed ex elettori PD che state riversando il consenso verso la Lega e il M5Stelle, lo sapete che ogni volta che Salvini parla, anche se non ve ne accorgete, perdete dei soldi e delle sicurezze?  Se avete investito direttamente in Titoli di Stato o azioni, andate a vedere in Banca quanto avete perso oggi.  Se avete dei Fondi di Investimento il riflesso sui prezzi lo vedrete domani: ma anche su quelli verificherete perdite.  Se non avete nulla di tutto ciò molti fra voi avranno la liquidazione investita in un Fondo Pensione, privato o di categoria: anche quel Fondo subirà delle perdite e conseguentemente la vostra pensione integrativa.

Sarebbe troppo facile e poco dignitoso rispondervi: “Vi sta bene! Avete voluto l’azzardo, il salto nel buio? Tenetevelo!”  E’ troppo facile fare promesse mirabolanti e poi mandare tutto a catafascio per mantenerle.   Davvero pensate che se uscissimo dall’Europa, se avessimo una moneta autonoma staremmo meglio?  Sapete che le ipotesi di uscita dall’Euro comportano una svalutazione iniziale della moneta nazionale del 25-30% e che questo significa, di fatto, un taglio conseguente a stipendi, salari, pensioni?  Per non parlare di quello che succederebbe nel prosieguo.

Vi ricordate, almeno quelli di una certa età, cosa succedeva negli anni ’70-80, quando la nostra liretta veniva svalutata con quasi regolare cadenza biennale?   Quando ogni incremento salariale veniva immediatamente divorato dall’aumento dei prezzi?  Quando l’inflazione oscillava fra il 15-20% annuo, mangiandosi salari, pensioni e risparmi?  Quando gli affitti erano così alti che non bastava uno stipendio e comunque non si trovava una casa in affitto?

Se non avete vissuto quell’epoca, fatevela raccontare dai vostri padri, zii, nonni, colleghi e amici più anziani e pensateci bene prima di affidare voi e i vostri figli a personaggi come Salvini, più vicino di quanto pensiate a quel Fascismo che magari, a parole, avete combattuto in 100 manifestazioni o a quegli sprovveduti del M5Stelle che si fanno mettere nel sacco dal primo avvocaticchio di Provincia.

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