CARIGE: AVREMO UNA BANCA!

 

 

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Finalmente! Con CARIGE avrò una banca.

Così afferma Di Maio, senza curarsi delle conseguenze.

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“Con CARIGE avremo una Banca di Stato e la usiamo per dare crediti alle imprese in difficoltà, migliorare i mutui alle famiglie, aiutare di più i giovani a diventare indipendenti grazie a una banca che comincia a fare la banca di investimento dello Stato”.  Poi:  “… la faremo pagare a tutti i banchieri che in questi anni hanno ridotto così quella banca per fare un favore a qualcun altro”.   Con queste parole Di Maio trova una giustificazione politica per l’intervento in Carige.,

Nello stesso momento in cui il Governo promette una crescita di posti di lavoro, fa intravvedere un provvedimento di nazionalizzazione che non può che creare perplessità a chi stia valutando l’opportunità di investire in Italia.   Usa parole roboanti[1] e, tutto sommato vuote[2], per indicare una via che appare solo un’illusione da vendere a poco prezzo per giustificare un intervento, odiato dalla sua stessa base elettorale., che è copia di quello usato in MPS.   Il suo discorso somiglia a quello dell’anziana che, al mercato, sentendo parlare di uno scippo, invoca la pena di morte e la cacciata di terroni e stranieri.

COMPLETAMENTO E REVISIONE DELLE REGOLE.

Non sono queste le misure che possono mettere in sicurezza il nostro sistema bancario, in particolare CARIGE.  Quelle giuste sono una più attenta sorveglianza da parte della competente Autorità e regole, non solo per i manager, ma anche per la proprietà delle banche.  Il caso CARIGE è emblematico in questo senso[3].   La funzione politica dell’esecutivo dovrebbe essere quella di chiedere con forza, in ambito Europeo, il completamento delle norme del settore, non di contestare e, per deresponsabilizzarsi, dare colpe a BCE.

In quella sede sembrerebbero opportuni cambiamenti nelle disposizioni vigenti sugli UTP, i crediti dubbi, problema principe del nostro sistema bancario.   Nella realtà Italiana quasi sempre questo tipo di credito è affiancato da garanzie reali.  La sua cessione a soggetti operanti in pura ottica finanziaria, oltre a creare perdite di capitale nei bilanci delle banche, espone chi è stato finanziato e si trova in temporanea difficoltà, al rischio di fallimento.  Cosa succede al piccolo imprenditore che ha dato come collaterale il suo capannone se quel capannone viene messo all’asta?  Probabilmente chiuderà l’attività.

La complessità dell’argomento sembra trascendere le capacità di questo Governo che presenta, in ogni sua componente un gap tecnico ed ideologico con i suoi provvedimenti gridati: inefficaci e spesso controproducenti

 

 

 

 

 

 

[1] https://it.finance.yahoo.com/notizie/carige-di-maio-puniremo-chi-205921972.html.

 

[2] L’ex Presidente Giovanni Berneschi è stato condannato a oltre 8 anni, che non sta scontando,, ma la Banca non ha avuto alcun beneficio, arrivando alla attuale situazione.  https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/01/08/carige-le-tappe-della-crisi-dalla-gestione-berneschi-al-commissariamento-passando-per-la-guerra-malacalza-mincione/4882298/.

[3] http://giuli44.altervista.org/carige-fine-dei-balli/.

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