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CHI FA DA SE’ …

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Chi fa da sè … fa per Genova.

Genova – cercare di fare anche senza il ponte e senza attendersi nulla dall’alto.

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Genova può vivere se cercherà di fare sa sola e senza ponte. Attendere il Provvedimento del Governo come una bacchetta magica che risolve tutto è sbagliato.  E’ chiaro che su quel ponte si gioca una partita che va al di là del manufatto stesso.  La ricostruzione, se mai ci sarà, non sarà veloce.

LA SITUAZIONE.

Da una parte la Magistratura che lo sequestra per le perizie tese a stabilire le responsabilità.  Giusto ieri, a 45 giorni dal crollo, ha nominato i tecnici per le perizia dando loro 60 giorni di tempo a partire dal 1 ottobre.  So per esperienza professionale, come vanno queste cose: richiesta di più tempo per supplemento di indagine; richiesta di nuove perizie.  Illusorio quindi ritenere conclusa la demolizione entro il 2018.

Dall’altra il Governo più impegnato ad affermare la sua idea sulla nazionalizzazione del servizio che alla ricostruzione.  Le indiscrezioni sulle bozze del provvedimento circolate nei giorni scorso, se vere e confermate, sono talmente limitative e risibili da presentare il fianco ad impugnative a non finire.  E tutti sanno che le conseguenze sono il blocco dell’intervento fino alla pronuncia definitiva della Magistratura Amministrativa: lustri cioè.

Ho espresso varie volte il mio parere in merito, ma le Autorità si sono mosse su un piano diverso http://giuli44.altervista.org/decadenza/. e http://giuli44.altervista.org/ricostruire-il-ponte/. che non solo porterà a ritardi, ma farà ricadere sui contribuenti tutti i costi.  Io ritengo che si poteva dire, in tutta semplicità: Autostrade hai fatto il danno, risarcisci tutti i danni, ricostruisci il manufatto sotto le direttive e la sorveglianza del Ministero.  E regolare in altra sede le posizioni ideologiche su revoca o revisione concessioni, nazionalizzazioni. Il Governo ha scelto la strada del tutto e subito, prendendo in ostaggio una città, che non è una città qualunque, ma un motore dell’economia Italiana.

CHE FARE?

Riconosco al Presidente della Regione Giovanni Toti e al Sindaco Marco Bucci di aver ottimamente operato nell’emergenza.  Ora li invito, viste le premesse, a non attendersi la manna dal cielo (o dal Governo), ma ad intervenire per trovare soluzioni alternative.

Mi permetto di suggerire, dopo la lodevole iniziativa della strada interna di collegamento fra i due porti, di studiare la possibilità di togliere dall’isolamento la Val Polcevera con una galleria che sottopassando la collina di Coronata, aggiri i monconi di Ponte Morandi.  Questa viabilità, oltre a collegare la zona industriale e residenziale Polceverasca con il resto della città, darebbe sfogo ai transiti verso il resto del Nord aggirando l’imbuto di Genova Ovest e sgravando, anche per il futuro, l’angusta strada che sale passando per Borzoli.

Ci pensino i nostri Governanti locali.  Chiedano al Governo il finanziamento (credo non eccessivo) di questa opera, non risolutiva certamente, ma essenziale per togliere 100.000 cittadini dall’isolamento.

Chi fa da sé fa per tre, dice un vecchio adagio.  Genova deve poter vivere anche senza il ponte.