COMPROMESSO.

Compromesso. By Isco adr

 

Declassamento di Moody’s. Moscovici a Roma. Contromanovra PD.

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L’atteso verdetto di Moody’s è arrivato. Come previsto l’Italia è retrocessa all’ultimo gradino dell’investment grade, ma l’outlook è definito in stabile.  E’ atteso a giorni il giudizio di Standard & Poor’s, che sarà probabilmente analogo.

CONSEGUENZE.

I pareri delle Agenzie di rating, nonostante la irrilevanza che il Governo sembra attribuirvi, hanno una precisa rilevanza fattuale.  Molti fondi di investimento, per statuto, e tutti i Fondi pensioni[1] non possono investire, ma anzi devono vendere se li avessero in portafoglio, titoli NON INVESTMENT GRADE.

Questo significherebbe una ondata di vendita sui titoli Italiani se si paventasse la discesa da quell’ultimo gradino.  Già nei mesi scorsi, forse prudenzialmente, si è avuta una ondata di vendite che ha spinto all’insù lo spread e i rendimenti e giù il corso dei BTP.  Questo, oltre che per le quote impiegati nei Fondi, anche per i portafogli delle Banche, mettendone alcune a rischio bail-in e tutte nella difficoltà di erogare crediti.   Lo stesso Ministro Savona, fautore della manovra, dichiarò che con lo spread a 400 la manovra andrebbe rivista (ieri si è toccato 337).

COMPROMESSO POSSIBILE?

Un avvio più graduale del Reddito di Cittadinanza e la verifica della effettiva risposta in termini di adesioni alla quota 100 sulle pensioni (ricordo che sulla quota 100 sono previste penalizzazioni non da poco sull’assegno che potrebbero scoraggiare molti dal richiedere l’anticipo – vedi https://www.informazionefiscale.it/Novita-pensioni-aspetti-negativi-Quota-100.)  reggerebbe ad un taglio delle risorse previste in deficit.

In particolare per RdC l’introduzione ad uno slittamento successivo al necessario potenziamento dei Centri per l’Impiego peserebbe di meno sui conti 2019.  Da ultimo la contromanovra, disposta da PD e presentata da Martina, prevede per questa voce un potenziamento del REI col raddoppio delle risorse ora previste, non lontanissima dai 9 miliardi messi in campo da Di Maio.

Infine ieri, alla Leopolda, l’ex Ministro delle Finanze, Padoan, persona che certamente non ha perso i contatti con Bruxelles, ipotizza un deficit 2019 ridotto da 2,4% al 2,1%.   Se si mette in relazione questa affermazione con la venuta a Roma di Moscovici (peraltro sdegnosamente ignorata da Di Maio e Salvini) è lecito pensare che una manovra, corretta in questi termini, potrebbe avere il via libera in sede Comunitaria.  Sta al buon senso degli attori di Governo non lasciar cadere questi spiragli e dimostrare che l’intenzione vera non è quella dello scontro per arrivare all’Italexit. http://giuli44.altervista.org/curve-pericolose/.

Nota.   [1] Anche Fondi Integrativi Pensione Italiani (es. Fondo COMETA dei Metalmeccanici). Non escludo che certe prese di distanza dal Governo, visto finora con benevolenza specie da Landini, dei Sindacati Italiani siano dovuti alla preoccupazione di veder scendere i valori delle quote e, conseguentemente, dei trattamenti integrativi, per effetto del vistoso calo dei BTP e  delle azioni negli ultimi mesi.

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