COSA CI FANNO NELLA UNIONE EUROPEA?

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1946 – Pogom antisemita a Kielce (Polonia)

L’Unione Europea nasce su principi di uguaglianza civile e sociale.  Cosa ci fanno nell’Unione Paesi come il gruppo di Visegràd, l’Austria e l’Italia?

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La domanda del titolo non è peregrina: cosa ci fanno nell’Unione Europea Paesi che ne rinnegano clamorosamente i principi fondanti?   L’Europa nasce affermando la parità di tutti i Cittadini, senza distinzioni di razza, religione, censo; per evitare conflitti fra i popoli che la compongono;  per integrarne le economie.  Principi ispirati alle teorie illuministe e profondamente democratiche, che sono le stesse contenute nella Costituzione Italiana.   Dottrine ampiamente negate, di fatto e di diritto in molti dei Paesi che all’Unione aderiscono.

L’ultima invenzione è stata quella del complotto giudo – pluto – massonico finanziato dal miliardario ungherese naturalizzato americano, di origini ebraiche, George Soros insieme a una non meglio specificata alta finanza e all’Unione Europea. In Polonia si nega che i campi di sterminio siano stati anche polacchi.  Il leader ungherese Viktor Orban, politico abile e capace, è fautore di politiche brutalmente reazionarie: non a caso è buon interlocutore di Benjamin Netanyahu, capo del Governo Israeliano che ha di recente varato una Legge con la quale si definisce Israele stato-nazione del popolo ebraico, rompendo il principio di uguaglianza fra tutti i cittadini che vi abitano a prescindere dalla religione e dall’etnia.

Queste tesi sono, più o meno riprese da tutti i Paesi del Gruppo di Visegràd (Polonia, Ungheria, Cechia, Slovacchia), ma a tali contenuti aderiscono, di fatto e più recentemente, Austria ed Italia, creando, fra l’altro, una più che preoccupante continuità territoriale. Quasi tutti i leader di questi Paesi di dichiarano Cattolici, ma su posizioni integraliste e fondamentaliste che, nell’ultimo mezzo secolo, sono state rinnegate dalla Chiesa post-Conciliare.  Prova ne è la recente sconfessione di Famiglia Cristiana a Matteo Salvini col “VADE RETRO SALVINI” pubblicato sulla copertina.  Più vicine a questi signori la Chiesa Ortodosso Moscovita, ideologicamente e spiritualmente ispiratrice del Putinismo, con Putin gran concertatore, sostenitore e ispiratore del populismo Europeo e non solo.[1]

Ora che il “nemico”, con l’accondiscendenza del M5S, Salvini lo ha individuato, ecco le sue dichiarazioni.  “L’economia italiana è solida, a parte gli attacchi dei Soros di turno. Altro che i troll russi, che due volte su tre sono bufale: è la grande finanza a condizionare le economie e le vite. Glielo impediremo”.  Non vorrà aspettare il centenario delle Leggi Razziali di Mussolini (il 2038) per promulgare le sue Leggi Razziali!   Che, ovviamente, oltre gli Ebrei e i “Negri” dovrebbero colpire anche quelli da lui definiti “globalisti”, solo perché credono in quei valori che lui ed i suoi accoliti negano.  La crisi economica attuale non sarebbe colpa della incompetenza e della cialtroneria in materia economica dell’attuale Governo, ma del “nemico”.  Esterno: migranti – facendo di tutta l’erba un fascio con i richiedenti asilo -, ebrei, plutocrati e burocrati di Bruxelles; interno: i “globalisti”,  che sono coloro che preferiscono l’Europa democratica e liberale di Strasburgo e Bruxelles anziché quella retrograda e populista di Budapest e Vienna.

Ma torniamo alla domanda iniziale: cosa ci fanno questi 6 Paesi in Europa?  Molti ricorderanno la trattativa, ora di fatto parcheggiata in un vicolo cieco, per l’ingresso nella UE della Turchia.  Rammenteranno la serie di condizioni, alcune delle quali apparivano capziose e marginali, che venivano richieste a quel Paese.  Io penso che proprio le lungaggini di quella trattativa abbiano favorito l’ascesa di Erdogan e dell’Islamismo in quel Paese.   Ma se si è stati così pedanti con la Turchia, perché si è ora così tolleranti con chi sta facendo anche di peggio?[2]   L’ingresso in Europa non dovrebbe avere solo un esame iniziale: le condizioni fondamentali devono essere mantenute.  Anche la patente di guida è soggetta a periodici esami: perché non deve essere prevista una revisione periodica che verifichi il mantenimento delle condizioni accettate all’esordio?

[1] Vedi http://giuli44.altervista.org/mercenari-fake-news-dove-puo-arrivare-il-populismo/.

[2] Vedi http://giuli44.altervista.org/europaultimo-atto/  e  http://giuli44.altervista.org/visegrad-aspetta-litalia/

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