CROLLA IL PONTE. GOVERNO (precedente) LADRO!

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Il ponte è crollato.

Crolla il Ponte Morandi a Genova e come avvoltoi si precipitano i Ministri; vogliamo i colpevoli, dichiarano, anzi urlano.

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Il crollo del ponte era un evento atteso.   A San Francisco chiamano the big one un possibile futuro terremoto che potrebbe essere uno dei più potenti mai verificatisi, superiore al decimo grado della scala Richter: lì aspettano, spero ancora a lungo.  A Genova, i più informati almeno, attendevamo il collasso del Ponte Morandi.[1]  Ogni volta che vi transitavo speravo non fosse quello il momento.  Per la verità neppure io mi aspettavo una cosa del genere: pensavo che il collasso si sarebbe presentato con una certa gradualità, con qualche crepa ben visibile e scricchiolii sinistri, quasi gentile nel suo avvertimento “sbrigati a passare, a momenti collasso!”.

Invece no!  Giù di colpo.  E meno male per la vigilia di Ferragosto, perché nei giorni normali su quella struttura c’erano centinaia di veicoli incolonnati per una coda che iniziava alle 7 del mattino e terminava alle 20 di sera.  E nei capannoni sottostanti la gente era in ferie.   Il ponte, nel suo ultimo giorno, è stato quasi carino, condiscendente con quella città che ha servito fino allo stremo!

Ma guarda un po’, a finire di rovinare la giornata arrivano loro: i Ministri del Governo del cambiamento.   Il Presidente del Consiglio che col suo tono misurato, da parroco di campagna di una volta, ribadisce alle telecamere che “si … andremo avanti .. cercheremo le alternative..è una situazione che abbiamo ereditato”.   Governo (precedente) ladro!

E Salvini che molla il suo carico da 11:  “Se ci sono vincoli europei che ci impediscono di spendere soldi per mettere in sicurezza … le autostrade su cui viaggiano i nostri lavoratori, metteremo davanti a tutto e a tutti la sicurezza degli Italiani.”  Applausi!  Vicino a lui stava con la solita faccia di bronzo il Ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli, specialista in sinistri.[2]

Quel ponte, cari Signori, doveva essere demolito da una decina d’anni e sostituito con la famosa Gronda di Ponente, super boicottata dai soliti esagitati (perdigiorno, centri sociali, qualche sindaco dell’entroterra che non voleva passasse per il suo territorio e si faceva rieleggere con poca spesa) insomma la solita roba urlante e sfasciata, senza capo né coda.  Quand’ecco apparire nel firmamento 5Stelle, che prendono la regia delle operazioni, danno nerbo e peso politico all’accozzaglia informe.  E ora quel Ministro Faccia di Bronzo ci comunica che si costituirà parte civile. Ma contro chi se non contro i NO GRONDA e il M5S che ha appoggiati, incoraggiati, organizzati e sfruttati elettoralmente i NO di turno?   Farà dunque causa a sé stesso?  Dall’alto della sua disinformazione asserisce che mancano le manutenzioni ordinarie e straordinarie, che bisogna accantonare le Grandi Opere a favore delle manutenzioni: ma dai che erano più le notti che il ponte era chiuso o a corsie alternate per manutenzione che quelle in cui era aperto.  Prima di premere il grilletto guardi almeno che il fucile sia carico!

Quindi, Signor Ministro Salvini, se deve prendersela con qualcuno, lasci stare, almeno stavolta, il “nemico esterno”, che non è la UE che non ha bloccato la Gronda, ma il suo vicino di banco.  Ancora la settimana scorsa Toninelli ha affermato che la Gronda era fra le opere da rivedere, forse da cancellare.  E’ vero che gli Italiani si bevono di tutto; si sono bevuti l’Impero di Abissinia, hanno applaudito alla dichiarazione di guerra alle potenze plutocratiche (più o meno i nemici suoi e dei suoi alleati), ma prima o poi si svegliano e … reagiscono male.

 

[1] Vedi, per dettagli:    http://giuli44.altervista.org/destino-cinico-e-baro/

[2] Vedi   http://giuli44.altervista.org/il-liquidatore-di-sinistri/

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