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CURVE PERICOLOSE.

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Curve pericolose per l’Europa: sulla strada in agguato i dazi.

I prossimi mesi saranno decisivi per l’Europa.

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La costruzione Europea è prossimamente attesa da curve molto pericolose.  Il rischio è di finire fuori strada per responsabilità dell’Italia, uno dei suoi Paesi fondatori.

TENSIONI.

La manovra di bilancio messa in atto dall’Italia crea una frattura insanabile tra Paesi del Nord Europa e Paesi Mediterranei e del gruppo di Visegràd.  I Paesi del Nord non consentiranno mai di finanziare l’Italia, a spese della loro stabilità economica e sociale, mettendo all’angolo la Commissione.

L’Italia[1] con le ultime elezioni ha chiaramente votato contro un cambiamento economico e sociale che la renda più simile ai Paesi così detti virtuosi, accontentandosi di un modo di vivere più modesto e marginale dal punto di vista economico e sociale.   Se non ci credete provate a cercare su internet #Italexit, #euro e simili: vedrete un coro di plaudenti.

L’Unione Europea si trova quindi ad un bivio: perdere l’Italia, il cui Governo è chiaramente sulla strada dell’uscita dall’Euro o mettersi in rotta di collisione con i Paesi “virtuosi”.

SOLUZIONI.

Condannare l’Italia all’uscita dall’Euro per mancato rispetto del patto di stabilità farebbe fare capriole di gioia da “sovranisti” nostrani, ma forse non sarà la soluzione.

Potrebbe a questo punto, tornare in campo una proposta di tempo fa della quale nessuno, al momento, parla: lo sdoppiamento dell’Euro; un Euro “forte” per Germania e Paesi del Nord, un Euro “debole” per Paesi Mediterranei e gruppo di Visegràd.  Il fatto stesso che nessuno ne parli in sede Comunitaria mi fa pensare che questa sarà l’ultima ratio che verrà messa in campo per salvare un simulacro di Unione Europea.

Dal punto di vista Italiano poco cambierebbe circa il ritorno alla Lira.  Un Paese condannato a lavorazioni marginali ad alto contenuto di mano d’opera sottopagata o a camerieri, intrattenitori, anche sessuali, per il turismo.  Gli elettori forti della Lega, l’industria esportatrice, avrebbero la loro svalutazione competitiva; il M5Stelle i margini per realizzare un reddito di cittadinanza più allargato, con moneta svilita di valore.

Il conto lo pagherà la classe media: per togliere dal rischio povertà 5 milioni di Italiani, verrebbero a trovarsi in situazione di semi-povertà 25-30 milioni.

Senza contare che queste Europe a due velocità entrerebbero presto in conflitto: le esportazioni Italiane, in massima parte indirizzate proprio verso Paesi del Nord Europa, sarebbero presto accusate di dumping: conseguentemente colpite da dazi compensativi creanti una frattura mortale ad ogni progetto di integrazione.[2]

[1] In buona compagnia peraltro: vedi Spagna, Portogallo, Grecia, Romania, Bulgaria.

[2] Vedi, per approfondire:  http://giuli44.altervista.org/euro/, http://giuli44.altervista.org/italexit/, http://giuli44.altervista.org/a-scam/.