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DEF ALLE PORTE E LA SINDROME DI PINOCCHIO.

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La Sindrome di Pinocchio? Magari. ma non per il Governo.

Le bugie hanno le gambe corte: vediamo come se la caveranno i nostri Pinocchi del Governo alla presentazione del DEF.

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Entro il 10 aprile l’Italia deve presentare alla Commissione UE il suo DEF (Documento di Economia e Finanza).   Quel giorno si saprà come il nostro Governo intende fronteggiare le incombenti clausole di salvaguardia, sottoscritte per rendere possibile l’approvazione del bilancio 2019 in deficit, come controllare la piena entrata in regime del reddito di cittadinanza e quota 100, escogitare un finanziamento per l’allargamento della flat tax.

Se prevarrà la linea Borghi dovremo attenderci un deficit sui 50miliardi e, forse, non basteranno.  Ovviamente saranno messi in campo tutti i collaudati sistemi di distrazione di massa: provvidenziale la nave di qualche ONG in testa; si farà conto sull’ignoranza finanziaria del cittadino Italiano; si spererà che nessuno dei membri del Governo venga colpito dalla Sindrome di Pinocchio[1].

Inutile dire che, subito dopo, si dovrà in qualche modo fronteggiare un maggior deficit 2019 e la U.E. non potrà accettare inerte lo sforamento che si sta concretizzando a causa della scarsa crescita economica[2].  Stanno tentando di tranquillizzarci con :”dopo le elezioni Europee tutto cambierà in Europa”.  Si augurino che le loro previsioni non si avverino perché un avanzamento deciso dei loro omologhi popolar-sovranisti li metterebbe con le spalle al muro.  Ne abbiamo avuto già riprova con la manovra 2019 quando proprio da quei settori – Austria in testa – sono venute le maggiori resistenze ad un accomodamento.

Certifica il Centro studi di Confindustria, che nelle previsioni 2019 degli economisti tra i fattori che più preoccupano sono: “una manovra di bilancio poco orientata alla crescita”, “l’aumento del premio di rischio che gli investitori chiedono” sui titoli pubblici italiani[3], e “il progressivo crollo della fiducia delle imprese rilevato “da marzo, dalle elezioni in poi”. Mentre anche gli investimenti privati, calcola Confindustria, sono per la prima volta in calo (-2,5%, escluse le costruzioni) dopo 4 anni di risalita.

Aggiungo di mio che fra i fattori di decrescita del gettito fiscale, oltre agli effetti propri, la flat-tax, proprio la caratteristica attribuita di non detraibilità delle spese, potrebbe portare ad un minor gettito: si pagano le forniture in nero e si “risparmia” l’IVA.

Insomma come nelle fiabe, le bugie hanno le gambe corte, e, anche senza la sindrome di Pinocchio. forse gli Italiani capiranno di essere stati buggerati.  Forse!

[1] https://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2019-03-23/salvini-borghi-e-sindrome-pinocchio-di-cui-ci-sarebbe-bisogno-165359.shtml?uuid=AB6cZPhB.

[2] https://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2019-03-27/pil-confindustria-taglia-stime-zero-2019-lavoro-fermo-e-impatto-zero-reddito-cittadinanza-103416.shtml?uuid=ABMpFLiB.

[3] Oggi lo spread ha sfiorato 260, per poi chiudere a 251.