DEMOCRAZIA ED EPISTOCRAZIA

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Questa è Democrazia, andiamo a votare!

DEMOCRAZIA ed EPISTOCRAZIA.

E’ la democrazia la miglior forma di Governo? Quali elementi di fondatezza hanno le critiche di incapacità degli Eletti a cariche pubbliche a causa della scarsa consapevolezza degli Elettori? Il suffragio universale è elemento di uguaglianza o mezzo attraverso il quale populismi ed autoritarismi si autoalimentano?   

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Qualche giorno fa avevo promesso una nota a proposito di democrazia ed epistocrazia, pago oggi l’impegno.   Quando si parla di Democrazia e delle sue origini ci si rifà automaticamente ad Atene, ritenuta la patria di questa forma di Governo.  Ma ad indagare ci accorgiamo che non era proprio così.  Come non era così nella Roma Repubblicana.  In queste forme vigeva l’Epistocrazia, cioè un sistema politico che conferisce il potere sulla base della conoscenza. Nel sistema epistocratico hanno diritto al voto solo coloro che passano un test di competenze di base.

Il sistema di voto limitato è stato applicato anche nelle prime forme democratiche Occidentali: il suffragio era limitato per censo, o per grado di istruzione, o per esperienza nell’esercizio di funzioni pubbliche. Successivamente, il suffragio è stato allargato prima, progressivamente, alle sole persone di sesso maschile, poi anche alle donne e si è diffusa l’idea che all’eguaglianza nella titolarità dell’elettorato attivo corrispondesse eguaglianza delle capacità.

Ora, di fronte al dilagare di eletti che sembrano agire più in preda a furia selvaggia, voglia di governare a qualsiasi costo, portatori di interessi particolari, incompetenza, Jason Brennan, col suo libro Against Democracy (Contro la Democrazia), sostiene l’ipotesi Epistocratica.

Certo che in alcuni frangenti l’ipotesi ha un suo fascino; basti pensare a cosa rispondono per strada cittadini intervistati casualmente su elementari argomenti tipo chi è il Presidente della Repubblica: una buona parte ignora la risposta.

Jason Brennan, professore alla McDonough School of Business presso l’Università di Georgetown, sostiene che “ non è che i bene informati hanno il diritto di governare, bensì che l’inesperto abbia il diritto di non essere governato da un incompetente” e “Quando eserciti il potere su altri individui, hai il dovere di agire in maniera competente e in buona fede. Ma in democrazia, la maggior parte degli elettori (non una semplice minoranza, bensì la maggioranza) agiscono da incompetenti. “ (Per chi volesse approfondire trova il testo dell’intervista su http://www.telosaes.it/primo-piano-scala-c/hobbit-hooligan-e-vulcaniani-una-democrazia-da-fiction.html)

Vediamo cosa dice la nostra Costituzione in proposito:  art 3 “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale  e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”

Dunque la Costituzione riconosce che vi siano diseguaglianze di diverso ordine che ostacolano l’effettiva partecipazione politica ai cittadini. Il vuoto è stato colmato delegando il compito di superare le diseguaglianze, ai fini della partecipazione politica, ai partiti, che hanno svolto il compito di  formazione e selezione dei candidati. Ma, a un certo punto, i partiti, nel nostro Paese, sono venuti meno.

La diffusione di istanze populistiche, classi dirigenti incompetenti, hanno raggiunto un grado di mediocrità tale da suscitare reazioni antidemocratiche. La democrazia rappresentativa è criticata  perché la maggior parte dell’elettorato ha gaps cognitivi che lo conducono a deviare da scelte razionali.  Troppi elettori si comportano più da ultras da stadio, seguendo slogan di cui ignorano il senso e, soprattutto, le conseguenze.

Quindi ha ragione Brennan?   Credo di no!  La Democrazia ha in sé gli elementi correttivi degli eccessi nella ripartizione dei Poteri.  La Costituzione ha elementi di Epistocrazia, quando prevede l’elezione di secondo livello per alcune cariche (Presidente della Repubblica, Presidente del Consiglio dei Ministri).   Ciononostante ritengo che l’introduzione di sistemi quali la iscrizione alle liste elettorali sul modello Statunitense o, almeno, la dichiarazione pubblica di voler votare, come in Francia, potrebbero essere utilmente introdotte.   Tutto ciò come palliativo ad un generale aumento di consapevolezza nel cittadino attraverso l’istruzione (civica, economica), … cosa che supera i confini temporali delle generazioni che rappresentiamo.

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