DIGNITA’ E MANINA.

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Manina trovata. Ma la dignità è un’altra cosa.

Dunque la “manina”sul decreto dignità non esiste: è solo la incapacità di un Ministro che non è in grado di leggere una relazione tecnica.

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Il Ministro Di Maio, con gran can-can mediatico, ha accusato il Presidente dell’INPS,Tito Boeri, di aver aggiunto a tradimento (la “manina” sarebbe sua) una tabella al Decreto Dignità con la previsione di risvolti negativi sull’occupazione, causati dal Decreto stesso.

Premetto che una riduzione dell’occupazione di 8.000 unità non sarebbe un gran dramma se veramente servisse a far scendere il precariato a favore di una più complessiva stabilizzazione dei rapporti di lavoro.

Il vero dramma è che, documenti alla mano, il Presidente dell’INPS ha dimostrato che la relazione tecnica, tabella incriminata inclusa, era sul tavolo del Ministro 5 giorni prima della pubblicazione del Decreto.  Dunque il nostro Ministro del Lavoro o è un superficiale e quella relazione non l’ha mai letta o è uno sprovveduto incapace di leggere una relazione tecnica.  La cosa non meraviglia più di tanto: il nostro studente fuori corso (Di Maio, appunto) è in buona compagnia nel suo Movimento.  Basta pensare alle leggerezze compiute dalla Raggi nei casi Marra e Lanzalone: entrambi, anche senza pensare a malevole connivenze, hanno facilmente “messo nel sacco” la Sindaco e il suo staff.

Questo Governo somiglia sempre più a una muta di cani inselvatichiti: Salvini il beagle, capo branco e feroce, Di Maio il bassotto ringhiante che però non riesce a far di meglio che a strappare qualche pantalone, Conte il meticcio che si adegua a seconda di chi latra più forte.

Dunque la “manina” sul Decreto Dignità non esiste, ma nasce dalla impreparazione del Ministro, la sua gazzarra mediatica, come in molti altri casi, si è dimostrata una fake news, mentre la smentita, pur documentata, è passata quasi sotto silenzio.  Non è che si è voluto prendere la palla al balzo per lanciare un improvvido siluro a Boeri?  E’ in questi giorni che analoghi attacchi sono rivolti al Presidente della Consob e tutto questo, facendo mazzo con le nomine in Cassa Depositi e Prestiti, RAI, ed una serie di altri Enti sotto il controllo del Governo, ha tanto il sapore di chi vuol fare l’en plein di nomine.

Se il Ministro Di Maio ha a cuore la dignità, cominci dalla sua e dia le dimissioni per conclamata inidoneità.

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