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DIMISSIONI DI MAIO?

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Un passo verso la dissoluzione o verso la chiarezza per il Movimento.

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Dunque nel Movimento 5 Stelle siamo alla resa dei conti?   In giornata sono attese le  dimissioni del capo politico che sono il più evidente segno del malessere di una formazione politica che non avrebbe mai dovuto nascere.

Il M5S, privo di una identità – né destra, né sinistra -, legato a battaglie di retroguardia contraddittorie – più ambiente ma lotta al trasporto ferroviario (TAV) – questa formazione è miracolosamente giunta ad essere il primo partito di questo strano Paese.

Nella veste di Partito di maggioranza il Movimento si è ritrovato con una testa politica inadeguata.  Nella selezione attraverso le ”Parlamentarie” poche centinaia di persone hanno scelto i candidati non in base a requisiti di capacità ma a stime del tutto personali.   In molti si sono detti forse: “non è un’aquila ma è onesto”; “ah, lo conosco bene, anche se non ha mai finito gli studi, è una brava persona” e via discorrendo.

Il disastro era nelle premesse.

Chi si dichiara “né di destra né di sinistra” è quasi certamente di destra. Per dirla con Wu Ming 1: «I grillini italiani per esempio sono senza dubbio un movimento di destra: “diversivo, poujadista, sovente forcaiolo”». [1]

Conseguentemente il M5S si trova al bivio: scegliere la propria identità o sparire nel nulla.  Il mio modesto parere è che ben presto avremo due Movimenti: uno con a capo i due D (Di Battista, Di Maio) schierato con la Lega, l’altro con Grillo, Patuanelli, Fico che cercherà di salvare il salvabile.  Nel mezzo una base elettorale pronta a confluire nel vero Partito di maggioranza: l’astensionismo!

[1] http://temi.repubblica.it/micromega-online/%E2%80%9Cne-di-destra-ne-di-sinistra/