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DISASTRI.

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L’esondazione del Milicia in Sicilia: 9 morti.

Arriva l’autunno e con lui i disastri.

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Come ogni anno l’inizio dell’autunno porta in Italia disastri legati al clima ed al dissesto idrogeologico del Paese  Dalle Alpi a Pachino case, campi, ora anche foreste, distrutte da inondazioni.

CAUSE DEI DISASTRI.

Sicuramente i cambiamenti climatici influiscono pesantemente, ma quanto agiscono i comportamenti umani?   Incidono sicuramente i restringimenti degli alvei fluviali, le modalità costruttive, la speculazione e l’abusivismo edilizio: piaghe che non si riescono ad estirpare.

Così ogni anno siamo a rammaricarci di decine di morti con il Governo di turno che vola a “constatare di persona” (o  intralciare con la sola presenza) i danni e le operazioni di soccorso; a portare la solidarietà, a stanziare fondi che in buona parte, con la somma urgenza che allenta le regole negli appalti, finiscono nelle tasche degli amici,

Ricordate l’intercettazione telefonica fra i due imprenditori che si rallegravano la notte del terremoto dell’Aquila?  Chi, anche marginalmente, ha qualche esperienza di appalti sa che è proprio nelle situazioni emergenziali che le regole vengono saltate (e l’erario assaltato).

LE RISPOSTE DEL GOVERNO.

L’autodefinitosi Governo del Cambiamento come risponde in maniera innovativa?  Con i condoni, in barba a quelle norme edilizie che sono state violate.  Così abbiamo i morti nelle villette edificate sull’alveo di torrenti, in zone franose, geologicamente instabili.  Per non parlare delle dighe foranee di porti che crollano sotto le mareggiate: difetto di costruzione (materiali scadenti pagati per buoni) o di manutenzione?   Ma tutto viene sanato e ricostruito tale e quale, senza esaminare la possibilità di una riprogettazione.

Ne abbiamo una prova col condono per Ischia:  non stupiamoci se qualcuna delle abitazioni che verranno ricostruite in barba a normative di sicurezza fra qualche anno sarà ancora da riedificare  (ovviamente sempre a spese del contribuente) perché travolta da una frana o evento simile.

Tipico lassismo all’Italiana, si risponderà; e se invece, una buona volta, si dicesse basta all’andazzo?

ITALIA SICURA.

Preso atto che gli interventi per affrontare le emergenze erano ogni anno ingenti, il precedente Governo aveva varato il piano Italia Sicura con l’intento di avviare un’operazione di messa in sicurezza del territorio.  Il piano è stato immediatamente accantonato dall’attuale esecutivo.  Erano stati trovati finanziamenti dalla BEI ad un tasso agevolato dello 0.70%.  Sapete com’è finita?  Il Ministro dell’Ambiente Costa lo ha rifiutato, affermando  «quale padre di famiglia, potendo avere soldi in cassa, preferisce indebitarsi con un mutuo? Oltretutto affrontando complesse pratiche di mutuo di difficile gestione».[1]

Il Ministro sembra ignorare che quei soldi in cassa sono frutto dell’emissione di BTP al 3,50%,mostrando, al di là delle “complesse pratiche” la sua incapacità gestionale o, in alternativa, la volontà di voler disattendere la trasparenza delle procedure che la BEI richiede e che ostacolerebbero il ben noto balletto fra appalti e sub-appalti per far arrivare i soldi dove si vogliono far arrivare.

 

[1] https://www.lastampa.it/2018/11/01/italia/il-ministro-dellambiente-costa-non-vogliamo-i-soldi-europei-anti-dissesto-ypM3oLdFo6tlbVeRivyUdJ/pagina.html.