ELEZIONI SUBITO O … NO?

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Andare ad elezioni ad ottobre? La confusione (anche nella mia testa) è al massimo.

Pro e contro elezioni immediate.

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Elezioni subito o no?  Su questo tema la confusione rischia di diventare massima e di spaccare in maniera definitiva il Partito Democratico.

Premetto che, per convinzione personale, sono aprioristicamente contrario a qualsiasi partito che nasca da una scissione, a meno che non si tratti di una operazione in sé maggioritaria come quella effettuata da Emmanuel Macron. Mi riferisco ovviamente alla posizione di Matteo Renzi.

Andare subito ad elezioni porterebbe, molto probabilmente, ad un ulteriore ridimensionamento del Movimento 5 Stelle, se non addirittura alla sua scomparsa: fatto che a me intriga parecchio.  Il rovescio della medaglia è la vittoria (quasi) certa di Lega e Fratelli d’Italia (con l’incognita Forza Italia).  Il Governo che ne scaturirebbe, a mio avviso, avrebbe vita grama e breve: stretto fra le ristrettezze di bilancio e le certe proteste popolari farebbe lo stesso percorso del “Governo di Cambiamento”.  A un anno di distanza avremmo nuove elezioni, con forti possibilità di un ritorno ad un Governo di Centro-Sinistra.  La Spagna insegna!

Rinviare le elezioni con un Governo tecnico salverebbe, nell’immediato almeno, il Paese da uno shock economico-finanziario nell’immediato, lasciando inalterate le condizioni di fondo e salvando dalla (meritata) punizione il M5Stelle.  In più delineerebbe la solita “soluzione all’Italiana”:  quando c’è da tirar la cinghia, si chiama il tecnico di turno perché i politici non intendono sporcarsi le mani con misure impopolari.

Non saprei indicare una mia preferenza: nel mio piccolo, da semplice cittadino, ho cercato di riassumere, per quanto ho capito, le ragioni di un rinvio elettorale e, al contrario, quali siano quelle per un voto immediato.

 

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