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ELOGIO AD UN GRILLINO.

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Il futuro del Paese sta lì, nella scuola. Non nella mance a clientele elettorali.

Che non è un endorsement all’operato, ma alla coerenza (parola sconosciuta alla politica Italiana) di Fieramonti.

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“Pare che le risorse non si trovino mai quando si tratta della scuola e della ricerca, eppure si recuperano centinaia di milioni di euro in poche ore da destinare ad altre finalità quando c’è la volontà politica.”  Questa la frase chiave che mi colpisce nel post[1] dell’ex Ministro della Pubblica Istruzione.

In un Paese in cui stare attaccati alla poltrona, giocare allo scaricabarile (è sempre colpa di qualcun altro – o ci vuole ben altro – a giustificazione della propria pochezza) finalmente uno che si prende le proprie responsabilità.   Ho condiviso quasi nulla del suo operato da Ministro, anzi la sua esperienza al MIUR ha brillato per negatività, ma condivido questa sua obiezione.   In Italia si trovano solo le risorse che creano un consenso immediato: è una posizione parimenti condivisa fra destra e sinistra.

La scuola e la ricerca sono le cenerentole di una Italia vecchia e declinante, una condanna a morte per un Paese che non sa guardare al futuro, che rinuncia al domani per cercare di galleggiare, con mille espedienti, nell’oggi.

Ecco allora spuntare i finanziamenti per i contributi a pioggia attraverso i quali tutto viene monetizzato: dalla 18app al bonus per il latte artificiale.  Si guarda all’immediato dando contentini con la pioggerella di elargizioni e si rinuncia ad una politica di indirizzo, di crescita non solo economica ma anche culturale.  E basta con le mancette erga omnes in luogo di servizi!

Nei meandri di questi rivoli e rivoletti si perde non solo la fiducia dei cittadini ma il senso stesso dello Stato (se mai è esistito negli ultimi 30 anni) e anche l’autonomia di indirizzo.  Ciascuna parte politica cerca di appendere al chiodo la propria (mini)misura, incurante di staccare il “cappello” che chi la ha preceduta.  Ecco quindi che le disposizioni si affastellano e, tutte insieme, scardinano e rendono asfittico, in un costrutto caotico, il Bilancio Statale.

Chapeau quindi a Lorenzo Fieramonti, sempre che anche la sua non sia l’ennesimo modo di trovare una effimera visibilità politica contribuendo, con una propria formazione, ad una ulteriore frammentazione del quadro politio.

 

 

[1] https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/12/26/lorenzo-fioramonti-si-e-dimesso-il-suo-post-daddio-ai-ragazzi-chiedo-di-non-arrendersi-alla-politica-del-non-si-puo-fare/5637926/