Francia e Spagna aiutano Salvini.

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La Guardia Civil interviene contro chi tenta di passare le barriere anti-migranti a Melilla in Marocco.

FRANCIA E SPAGNA AIUTANO SALVINI.

Le parole di (giusta) condanna dette da Francesi e Spagnoli suonano come una assoluzione per Salvini e i fatti dell’Aquarius.

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Ho già parlato ieri di quello che può considerarsi un “caso mediatico” condotto proditoriamente e cinicamente contro salvatori e salvati dell’Aquarius, ma le critiche di Francesi e Spagnoli sono un insperato assist a Salvini.

“Chi è senza peccato scagli la prima pietra” e Macron e Sànchez non hanno le carte in regola per criticare.  Tutti in Italia sanno della situazione venutasi a creare a Bardonecchia e a Ventimiglia per i respingimenti operati dalla Francia, costati la vita, fra l’altro, a numerose persone.

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Migranti a Ventimiglia respinti dalla Francia.

Le città di Ceuta e Melilla, pur insediate nella parte settentrionale del Marocco, sono città Spagnole a tutti gli effetti (resti della politica coloniale).  Ebbene queste città sono circondate da triple barriere di filo spinato alte ciascuna 3 metri con posti di vigilanza e camminamenti per il passaggio di veicoli della Guardia Civil.  La barriera è lunga 8 km a Ceuta, 12 a Melilla; cavi posti sul terreno connettono una rete di sensori elettronici acustici e visivi; è dotata di una illuminazione ad alta intensità, di un sistema di videocamere di vigilanza a circuito chiuso e strumenti per la visione notturna.  Secondo uno studio dell’associazione per i diritti umani dell’Andalusia (Apdha), circa 6 mila persone sono morte dal 1997 ad oggi nel tentativo di arrivare in Spagna.

Le parole di critica di Macron e Sànchez suonano perciò vuote di contenuti e come un assist a Salvini.  La riprova? La stampa Italiana, non solo quella di destra, si scaglia in gran parte contro le loro dichiarazioni, appoggiando implicitamente i giochetti del Ministro dell’Interno.

Secondo l’ex ministro delle Finanze nel primo Governo Tsipras in Grecia, Yanis Varoufakis, “È un momento fascista, per l’Italia e per l’Europa, quello che Salvini ha fatto con la nave Aquarius è un colpo alla civiltà” e “Dobbiamo stare uniti, è un momento difficile, la gente dopo la crisi guarda al fascismo. Avanti con la solidarietà per bloccare il fascismo prima che inizi”.

Parole forse eccessive, ma guarda caso, Salvini riceve il plauso del suo amico Ungherese Orban, noto per i suoi reticolati alle frontiere e la sua ostinata opposizione alla redistribuzione dei migranti. Non è questa la rinascita dalle proprie ceneri, in forme e condizioni diverse, di qualcosa che assomiglia maledettamente al fascismo?

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I reticolati di Orban, l’amico di Salvini (confine Ungheria-Serbia).

P.S.  Il Capo della Coalizione di Governo, Salvini, impone a Giuseppe Conte di rinunciare all’incontro con Macron.  E Re Travicello, contro il Parere di Toninelli, risponde: “obbedisco”.

Ora non ci resta che dichiarare guerra alla Francia per rivendicare la Savoia, la Corsica, Briga e Tenda.

 

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