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FUORI DALL’EURO A PRIMAVERA?

Ormai molti si stanno convincendo che Salvini e Di Maio per questo stanno lavorando. Convinzione che io ho ormai da parecchio tempo.

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Un sondaggio di una ventina di giorni fa certificava che gli Italiani, nonostante i problemi che affliggono il Paese, erano per oltre il 60% contrari all’uscita dall’Euro.  Sappiamo però che altrimenti la pensano Salvini e Di Maio: il primo si è presentato con NO EURO nel simbolo, quanto ai Grillini sappiamo come la pensa il loro guru.[1]  Quel sondaggio ha però rotto le uova nel paniere.  Vuoi vedere che se facciamo il referendum lo perdiamo?

Scatta allora il piano B (non quello di Paolo Savona, che comunque rimane sempre sullo sfondo): facciamo una manovra che sia inaccettabile per l’Europa, irrigidiamoci sulle posizioni e lasciamo che da Bruxelles ci vengano applicate le massime sanzioni possibili, con tutti gli effetti negativi che le stesse comportano: aumento dello spread, recessione, perdita di posti di lavoro conseguenti. A quel punto la maggioranza dei babbei che fin qui ci hanno seguiti, ci seguiranno anche per uscire dall’Euro.[2]

CONTE E TRIA PRESI IN OSTAGGIO?

Ieri era uscita una notizia che Conte aveva chiesto un incontro prima del 21 novembre con Juncker, sembra per scongiurarlo di fermare la procedura di infrazione.  Il pover’uomo si sarebbe prestato, come lo studente impreparato davanti al professore, a chiedere la grazia di un rinvio. Oggi la notizia viene smentita, non se ne conosce il motivo.[3]  E’ possibile che nel resto dell’Europa, per frenare il contagio verso i propri populismi interni, si sia deciso di abbandonare l’Italia al proprio destino.

Sempre ieri Conte chiese al duo Salvini, Di Maio di moderare le proprie dichiarazioni: come rispondono i due?  Rinnovando subito dopo le loro tracotanti posizioni sull’argomento manovra.

Su Tria meglio stendere un velo pietoso: basta vedere la sua faccia da imbarazzatissimo Rag. Filini ad ogni uscita pubblica, a come è stato trattato a pesci in faccia ad ogni tentativo di mediazione.

ITALEXIT.

Negata ogni mediazione l’Italexit sembra inevitabile.  Non li fermeranno le problematiche che sta avendo la Gran Bretagna che, ricordiamocelo, non avendo adottato l’Euro non ha problemi di ridenominazione, ma che rischia addirittura di andare in frantumi come Stato.[4]

Non li fermeranno dal loro fiero proposito di mettere le mani nelle tasche dei risparmiatori Italiani.  Non li fermerà il rischio spaccatura del Paese: tutto per soddisfare il loro elettorato, contro l’intero Paese.[5]

[1] Ecco come si esprimeva Beppe Grillo a fine luglio 2018 https://www.lastampa.it/2018/07/27/italia/grillo-la-democrazia-superata-referendum-sulluscita-dalleuro-VPIUaygWG4SBV7zYDawhJL/pagina.html.

[2] Invito a leggere questo articolo su ”ILFATTO QUOTIDIANO”, giornale semi ufficiale del M5S https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/11/15/manovra-salvini-e-di-maio-hanno-tre-modi-per-uscire-dallo-spread/4766894/. e ditemi se le mie tesi sono campate in aria!

[3] Ieri https://www.milanofinanza.it/news/conte-chiedero-a-juncker-di-non-avviare-procedura-infrazione-201811151346481188. Oggi http://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2018/11/16/nessun-incontro-juncker-conte_11031965-92da-4935-afb8-8398e37d8dfb.html.

[4] http://giuli44.altervista.org/brexit-uscire-dallunione/.

[5] Troppi dicono che la sorte dei BTP non gli interessa: ma è davvero così? http://giuli44.altervista.org/previdenza/. e https://www.investireoggi.it/economia/debito-pubblico-ristrutturazione-possibile-con-le-cacs-ecco-cosa-rischia-linvestitore-in-btp/.