GIALLI, VERDI, FATTI

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Calma ragazzi! Siamo alleati, così fate cadere il Governo!

I GIALLO VERDI (O GIALLO NERI) ALLA PROVA DEI FATTI

Dunque il Governo in gestazione dei giallo verdi (Movimento 5 Stelle e Lega) rischia l’aborto alla prima prova dei fatti.   Nonostante le dichiarazioni di facciata a dividere i due strani alleati, che  hanno in comune solo la voglia di potere, è stato il caso concreto dell’ILVA.

I due hanno posizioni diametralmente opposte: ripresa della produzione e salvaguardia dei posti di lavoro per la Lega, chiusura dell’impianto e fumose alternative occupazionali per M5S.   L’alleanza fra i due ha la stessa coesione di una maionese impazzita.

A Taranto i sindacati hanno bocciato la proposta di accordo Calenda, che prevedeva il mantenimento di 10.000 posti di lavoro: o tutti 14.500 o niente!   Ma nella stessa città il M5S, critico sul mantenimento dell’acciaieria, ha avuto alle elezioni quasi il 50%.   Sicuramente anche fra operai ILVA e loro famiglie ci saranno state adesioni: la promessa del reddito dei fannulloni ha fatto breccia?

Sicuramente Lega e M5S troveranno il solito pasticciato compromesso all’Italiana sull’argomento, ma le posizioni sono  i prodromi  di quello che ci attende nel prossimo futuro: litigi fra la compagine governativa, fino alla crisi divorzile finale.

Poco probabile, a quel punto, elezioni anticipate: i Parlamentari maturano il  diritto alla pensione a settembre 2022 e non vorranno saperne di andarsene “a mani vuote”.   Più possibile una fotocopia del Governo Monti sotto la guida, se nel frattempo si sarà liberato dagli impegni BCE, di Mario Draghi, col compito di rattoppare i buchi che inevitabilmente i Dioscuri Neri (Salvini – Grillo) avranno avuto il tempo di provocare fra reciproci cedimenti su flat tax e reddito di cittadinanza.

Sempre che la decisione di ieri del Tribunale di Sorveglianza di Milano di riabilitare Berlusconi e renderlo rieleggibile, non porti il Cavaliere a rovesciare il tavolo.  Forza Italia, con lui sulla tolda di comando, avrebbe qualche probabilità di riprendere la guida dell’armata Brancaleone “coalizione di centro destra”.

A quel punto il Capo dello Stato potrebbe essere indotto allo scioglimento anticipato, col beneplacito di Bruxelles, nelle speranza di una coalizione più responsabile, meno euroscettica.

 

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