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GLI ITALIANI E LA RESISTENZA.

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Il 25 Aprile abbiamo celebrato la Resistenza. Un dovere verso chi ha dato tanto  Io ho cercato di farne il momento per una riflessione.

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Sia pur con vari contrasti anche quest’anno abbiamo celebrato, con il 25 Aprile, la Resistenza: fatto fondante della Repubblica, ma gli ideali, pur se ampiamente calati nella Costituzione, sono stati in parte disattesi,  So che molti la pensano come me, ma esprimere certi pensieri nell’unanimismo conformista spesso non è facile.  Questo mio post vuol essere, se possibile, un riferimento per un pacato momento di riflessione e di scambio di opinioni.

IN GERMANIA.

In Germania col Tribunale di Norimberga si fece un processo ai gerarchi nazisti e ai responsabili dei campi di sterminio.  Il processo principale contro 24 criminali di guerra, istruito a cura di USA, URSS, Gran Bretagna e Francia, iniziò il 18 ottobre 1945 e si concluse il 16 ottobre 1946 con l’esecuzione della condanna a morte di 11 imputati.  Altri furono condannati a pene variabili fra i 10 anni di carcere e l’ergastolo.  A riprova delle imparzialità dei Giudici 3 assoluzioni e 1 non processato per motivi di salute.

Seguirono, sempre a Norimberga dal 9 dicembre 1946 al 13 aprile 1949 davanti a Tribunale Militare Americano, i così detti “12 processi secondari” come, ad esempio, quello contro i medici[1] che avevano partecipato a esperimenti nazisti su esseri umani o contro i Giudici responsabili nell’attuazione e nella promozione dei programmi nazisti di politica razziale ed eugenetica[2].

La stagione dei processi continuò nella Repubblica Federale Tedesca (Germania Ovest) con i 3 processi di Francoforte, istruiti dal procuratore dell’Assia Fritz Bauer[3], davanti ad una Corte Tedesca, fra il 20 dicembre 1963 e il 14 giugno del 1968.   Le condanne per crimini nei confronti degli Ebrei ed altre popolazioni perseguitate terminarono con pene detentive variabili e numerosi ergastoli. Questi processi, celebrati a 20 anni dalla guerra, furono un punto di rottura dell’inerzia della giustizia tedesca nel perseguire e punire i crimini commessi dai nazisti, aprendo nella magistratura tedesca una visione critica sui trascorsi.   In qualche modo si può dire che questi  processi contribuirono a creare nella maggior parte della popolazione una revisione critica e profonda degli eventi.

IN ITALIA.

Scrive Churchill, non so se compiaciuto e rammaricato: «l’uccisione di Mussolini ci risparmiò una Norimberga Italiana».  La conseguenza per i gerarchi fascisti fu la semplice istituzione di una Commissione di epurazione dai risultati all’acqua di rose, specialmente nell’Italia del Sud, amministrata dal Governo Badoglio.  Ci fu un gran numero di procedimenti aperti a carico dei funzionari, ma prevalse presto un atteggiamento poco rigoroso[4]. Su proposta del ministro della Giustizia e leader del PCI Palmiro Togliatti fu poi prevista una amnistia generale con D.P. 22 giugno 1946.  La conseguenza?   Tutti i gerarchi e quanti altri erano stati collusi col fascismo, nel 1947 erano pienamente reintegrati nelle loro funzioni.   Io stesso, all’inizio della mia carriera lavorativa, conobbi alti funzionari pubblici che erano passati attraverso l’”epurazione” (molto temporanea).

L’Italia, presentatasi ai trattati di Parigi come potenza sconfitta, poté ammantarsi del sacrificio della minoranza impegnatasi nella Resistenza (fra i quali mio suocero e mio padre[5]), per millantare una diversa realtà.  Al momento parve un bene per il Paese, ma la conseguenza profonda è stata che troppi Italiani, saliti improvvidamente sul carro del vincitore (i Partigiani), non ebbero un autentico momento collettivo di resipiscenza.

Così oggi, a 3/4 di secolo, c’è chi inneggia a Mussolini, ci sono Ministri che lo citano e lo guardano con malcelata simpatia.  Si grida a destra di pacificazione e si inneggia a sinistra alla guerra di popolo, fingendo di ignorare la realtà.  Il popolo Italiano nell’occorso ha dimostrato una cosa sola: la sua capacità di trasformismo.

La melma è rimasta sotto traccia e il qualunquismo dei più l’ha fatta riemergere. Nostra responsabilità non aver controbattuto con la necessaria efficacia e durezza quel grigiore occultato da finto perbenismo e da comodo neutralismo.  Non c’è autentica salvezza se non passando per una profonda e severa fase autocritica.

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Lo spunto per questo post (e anche il coraggio si esprimere questi concetti poco lusinghieri per gli Italiani) mi è stato dato dalla persona che sotto lo pseudonimo di ”Frusta Metaforica” ha pubblicato, in occasione del 25 Aprile il seguente post: https://twitter.com/frustametafora/status/1121149596166754305

 

[1] 23 imputati: 7 condanne a morte, 7 assoluzioni, i restanti  ebbero condanne detentive.

[2] 16 imputati: 4 condanne a vita, 4 assoluzioni, i restanti condanne detentive varie.

[3] Consiglio la visione di https://rakuten.tv/it/streams/movie/lo-stato-contro-fritz-bauer/trailer film del 2014.

[4] Secondo il “rapporto sull’epurazione”, su 143.781 dipendenti pubblici esaminati, solo 13.737 furono processati e, di questi ultimi, solo 1.476 furono rimossi dal loro incarico.

[5] http://giuli44.altervista.org/uomini-che-vorrei-non-dimenticati/