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GLOBALIZZAZIONE E REAZIONI.

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I benefici della globalizzazione sono silenziosi. Molto più rumorose le reazioni.

La globalizzazione provoca reazioni ed esigenza di profonde revisioni.

Contributo di Edilia Maina (Edim26)

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La rivoluzione storica che attraversiamo si chiama GLOBALIZZAZIONE, ossia integrazione di tutti i valori diffusi sul nostro pianeta: umani, materiali, culturali.

L’immanenza di questo argomento ha sconvolto le normali diatribe caratterizzanti da sempre il confronto fra le varie formazioni politiche.

Le reazioni istintive di ripulsa sui mutamenti prevalgono sulla ragione; la paura primordiale della contaminazione (flussi migratori) diventa la vera frattura tra approcci diversi di pensiero.  Forse è proprio qui la spiegazione di tanti spostamenti nei consensi fra i partiti e di molte spurie alleanze.  Alcuni partiti hanno revisionato ideologie ed antichi odi per trovare nuovi approcci, più consoni a quella pulsante attualità.

La teoria economica che vedeva (e credeva) nel consumismo la spinta al progresso, ha trovato, nei fatti, la sua amara sconfitta.  I rimedi che si sono tentati: inevitabili, convulsi,severi hanno, come sempre, danneggiato i settori più deboli.   I disagi provocano reazioni negative, compresa una buona dose di qualunquismo.

Vorrei che quelle forze politiche, in buona fede convinte delle loro certezze, considerassero quella esperienza un monito prezioso, vaccinazione per evitare maggiori danni futuri.  Occorre avere, però, il coraggio di dichiararlo a piena voce, senza remore o nascondimenti, con intelligenza politica e l’onestà intellettuale indispensabili a chi si appresta a prendere gravi decisioni.

 

Cara Edi,

ciò che tu desideri e suggerisci è condivisibile.  Io vedo non solo gli effetti della contaminazione, da te messa in evidenza.   La paura della contaminazione etnica che tu evidenzi è  solo un modo, abile e perverso, di distrazione delle masse. 

Il vero obbiettivo è altro: è il controllo sociale messo in opera tramite la “democrazia illiberale”: il bavaglio all’informazione, il controllo dei gangli dell’economia, la dipendenza economica diretta dal Governo di larghe fasce di popolazione, la rinascita di un pericoloso nazionalismo ridenominandolo sovranismo.[1]

 

 

 

 

[1] Ti consiglio di rileggerti questi 2 miei post http://giuli44.altervista.org/sovranismo/. e http://giuli44.altervista.org/movimento-5-stelle-alla-frutta/  e questo articolo http://www.corrierenazionale.net/2018/04/09/sovranismo-e-populismo-ovvero-lincapacita-di-costruire-un-progetto-politico-serio/.

Una risposta a “GLOBALIZZAZIONE E REAZIONI.”

  1. L’importanza del tema affrontato accende interesse, attenzione, preoccupazioni motivate e desiderio di esternazione.
    “Lavorare e tacere” imponevano manifesti perentori in epoca fascista: meglio non dimenticarlo. L’argomento che impegna tutti noi è la situazione attuale per le incognite che si profilano. E’ il caso di approfondirne le ragioni endogene preesistenti e tenaci: debito pubblico. evasione fiscale, malavita inserita ovunque, sfregi territoriali, xenofobia e così via. In questo quadro sconfortante andrebbero trovate le coordinate per il futuro. Nell’immediato qualche rimedio si basa sul comportamento personale controcorrente, con l’opinione pubblica sconcertata. Le conseguenze aprono ad un populismo infastidito dalle regole, dalle istituzioni; presuntuoso, invadente. Il compito di chi ha compreso l’entità del problema quello di ritrovare la fiducia empatica con le forze positive, comprenderne doveri e finalità. Il ripristino di un clima di fiducia gioverebbe a tutti. Il mondo economico-finanziario e il mercato ritrovare interesse perché il loro vero propulsore sta nella serietà dell’interlocutore e, di più, nella sua affidabilità (oggi piuttosto latitante)

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