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I GIORNI PASSANO.

 

I giorni passano e Genova è sempre più isolata ed assediata dal traffico. Una soluzione per il Ponte Morandi è ancora oggetto di discussioni e di veti ideologicamente aprioristici.

Situazione attuale.

I giorni passano e la situazione del traffico Genovese nella settimana appena trascorsa, con la ripresina post ferragosto, è già divenuta insopportabile.   Vedremo cosa diventerà da lunedì, a ripresa più sostenuta delle aziende e, ancor più, alla riapertura delle scuole.

La Val Polcevera medio – alta, 65.000 abitanti nel Comune di Genova, 25.000 nei Comuni della cintura, è tagliata fuori da collegamenti con il centro città.  Le strade urbane, tutte transitanti sotto il Ponte Morandi, zona rossa, sono tutte interdette al traffico, anche dei mezzi pubblici. La  linea ferroviaria dei Giovi, Genova Sampierdarena – Ronco Scrivia via Busalla, risalente al 1853, sulla quale transitano solo treni Regionali, per gli stessi motivi della viabilità ordinaria, funziona a singhiozzo e con ritardi e blocchi inaccettabili nei transiti. I treni a media e lunga percorrenza per Milano e Torino, invece, vengono instradati sulla linea Succursale dei Giovi: costruita pochi anni dopo la precedente che attraversa la Valpolcevera, ma a mezza costa ed è conseguentemente priva di stazioni tra Sampierdarena e Ronco Scrivia.

Mappa della Val Polcevera
Cartografia della Val Polcevera. Di Bbruno – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=14515654

 

L’unica viabilità sopravvissuta allo scempio del Ponte è la A7, tramite il Casello di Genova Bolzaneto fino a Genova Ovest, già normalmente intasata dal traffico diretto, oltre che nel centro città, verso il terminal traghetti e crociere ed il Porto Vecchio. Per di più il tracciato, che passa in mezzo alle case, più che ad una autostrada somiglia ad un percorso di guerra, fra strette curve e gallerie.

Per i mezzi pubblici l’alternativa è solo il collegamento con la metropolitana, la cui partenza è però a Genova Certosa, quasi alla fine della Valle un paio di Km a sud di Rivarolo, e che non serve per chi deve andare verso il Ponente Cittadino, se non attraverso un lungo giro.

File:Polcevera da Coronata.jpg
Il Ponte Morandi prima del crollo. A destra il Porto a sinistra si svolge la Valle del Polcevera. By Alessio Sbarbaro [CC BY-SA 2.5 (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.5)], from Wikimedia Commons
In tutto questo quadro, già di per sé desolante, si innesta il fatto che al casello di Bolzaneto esce buona parte del traffico che tenta, attraverso una viabilità secondaria del tutto insufficiente, di raggiungere il Ponente cittadino.  Risultato: Bolzaneto è perennemente assediata dal traffico.

Evoluzione nella ricostruzione.

Probabilmente i Ministri Di Maio e Toninelli non vogliono o non si rendono conto della situazione.  Tutti presi nel loro furore per le nazionalizzazioni[1], non prendono neppure in considerazione di lasciare l’onere della ricostruzione del ponte ad Autostrade, sotto la sorveglianza del competente Provveditorato alle Opere Pubbliche.

Delle due una: o i due citati Ministri hanno deciso di prendere “in ostaggio” Genova per far passare la loro linea politica sulle nazionalizzazioni, linea che trova scettica la Lega[2], o non si fidano della sorveglianza dei “loro” Organi Tecnici.  La linea opposta, caldeggiata dal Presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, avrebbe il vantaggio per tutti i cittadini di porre effettivamente a carico di Soc. Autostrade la ricostruzione.  Ovviamente oltre agli indennizzi per chi è stato dall’evento danneggiato, e senza alcun esborso per la comunità Nazionale (diretto o indiretto, attraverso Cassa Depositi e Prestiti).  Non oso immaginare a quel che succederebbe in caso di nazionalizzazione: ricorsi ai TAR, a Consiglio di Stato, appalti Europei: lungaggini che potrebbero protrarsi per anni.

I giorni passano e i Genovesi sono prigionieri nella loro stessa terra.

 

[1] Io sospetto che questo furore sia più diretto ad avere sotto controllo Società con relativi “posti” di sottogoverno che al bene del Paese.

[2] Nonostante l’appoggio assicurato da Salvini.