Crea sito

I MAGHI

Immagine correlata
Siamo maghi, bravi a creare filtri incantatori, ma non sappiamo governare!

I maghi continuano a giocare con le parole, ma è l’Italia che paga il conto.

 —–()()()—–

Mentre i maghi parolai del Governo continuano la loro opera di demolizione dell’Unione Europea con minacce improvvide e affermazioni ridicole, l’Italia paga il conto.

In questi giorni il Prof. Paolo Savona, Ministro per gli Affari Europei, si sta impegnando non poco per sbandierare ai quattro venti il suo Piano B, con gran dispendio di energie, nonostante la non più verde età.  Invito a leggere il seguente articolo pubblicato da “IL FOGLIO”.   https://www.ilfoglio.it/economia/2018/08/29/news/il-piano-b-del-governo-e-lincidente-un-botto-che-porta-fuori-dalleuro-211487/.

Il risultato? Ieri lo spread ha toccato e, in corso di giornata oltrepassato, 285 punti.  E questa è la tabella delle aste dei titoli di Stato tenutesi a fine agosto e dei relativi rendimenti, paragonati a quelli di fine luglio:

BTP 5 anni rendimento  2.44% contro 0.63% del mese scorso

BTP 10 anni                  3.25%             2.87%

BOT 6 mesi                   0.438%           0.066%

CTZ 2 anni                    1.277%           0.674%.

CCT 6 anni                    2.32%             1.75%.

Questo nonostante il Ministro del Tesoro, Giovanni Tria, si sia speso con queste parole dalla Cina (fonte ANSA) “L’Italia è un Paese affidabile …. l’integrazione piena nell’area dell’euro, che non è in discussione.”

Cosa significa questo, se non che nel Governo convivono due anime?  Una che, stando alle parole di Tria, guarda all’integrazione piena e puntuale nell’Unione Europea, l’altra che, in nome del sovranismo, anche monetario, è alla ricerca dell’incidente per l’uscita dall’EURO e, forse, dalla stessa Unione. Questa seconda tesi, che tanti consensi riceve, dimostra la sostanziale sprovvedutezza del cittadino Italiano medio, inconscio dei pericoli per la democrazia e del pauperismo che ne deriverebbero.  Gli applausi che accompagnano parole d’ordine come nazionalizzazioni, sovranismo ne sono la testimonianza.

Ogni debitore (e l’Italia è un grandissimo debitore) che perde la fiducia dei suoi creditori, finisce per corrispondere interessi sempre più alti, fino al punto che il banco salta, perché nessuno è più disposto a fargli credito.  http://giuli44.altervista.org/i-debiti-chi-li-deve-pagare/.

Se qualcuno è interessato segnalo questo articolo:https://voxeu.org/article/italian-risk-spreads-fiscal-versus-redenomination-risk che, tabelle alla mano, dimostra le sue conclusioni. Per chi invece non ha tempo riporto dallo stesso:

La conclusione generale che si dovrebbe trarre dall’aumento dello spread italiano da maggio / giugno 2018 è che giocare con l’idea di uscire dall’euro può essere costoso, anche se le finanze pubbliche rimangono sotto controllo. “