Crea sito

IL TAV PUNTO DI SVOLTA?

Immagine correlata

Il Governo giallo verde, passato indenne per la Legge di bilancio, l’ILVA, la TAP, ha trovato la pietra di inciampo

—–()()()—–

Forse sarà il TAV a far crollare la spuria alleanza al Governo.  Non basteranno le astute mediazioni di Conte, peraltro conformatosi recentemente alle posizioni della sua parte politica, a salvarlo, ma solo a tenerlo in piedi fin dopo le elezioni Europee.

Al momento della verità concordo con quanto affermato da Zingaretti: elezioni subito[1].  So che alcuni sono propensi a dire: “lasciamoli in sella,vediamo cosa succede quando si troveranno di fronte ad una Legge di Bilancio 2020”.  Non concordo: la neutralizzazione delle clausole di salvaguardia, l’entrata a pieno regime di Reddito di Cittadinanza e quota 100, l’intenzione di proseguire sulla strada della flat tax, l’intento di non aumentare la pressione fiscale potrebbe portare ad una manovra con un saldo in deficit mostruoso.   Tale da portarci immediatamente fuori dall’Europa.

A nulla serviranno le previsioni del Governo di un cambio a livello Europeo delle maggioranze e delle regole.  Se il sovranismo si affermerà il 26 maggio saranno gli stessi nazionalisti, alleati del nostro Governo, ad impedirne il disegno.  Un anticipo lo si è avuto alla presentazione della Legge di Bilancio 2019, che proprio in Paesi come l’Austria, ipotetici alleati dei nostri, ha trovato i più fieri oppositori.  A quel punto non resterà che l’ignominiosa retromarcia, con pesantissime conseguenze quali l’applicazione delle clausole di salvaguardia, o l’uscita dalla Unione Europea e dall’Euro.

Vedo nelle iniziative del Presidente del Consiglio a favore di un accordo con la Cina per la via della seta[2], trattato che viola le normative Europee vigenti che prevedono gli accordi di interscambio di competenza Comunitaria, come un passo nella direzione dell’uscita dalla UE.  Rilevo inoltre che questo accordo avrebbe scarsa consistenza senza il corridoio Mediterraneo della linea ferroviaria ad alta capacità di cui il TAV è parte essenziale.  Non ha senso far arrivare la “via della seta” in Italia se l’interscambio col resto dell’Europa, pur sbandierato da Conte, trova una strozzatura infrastrutturale per la mancata realizzazione del TAV.  Ma questa è solo una delle tante contraddizioni rilevabili nell’azione di un esecutivo che va assolutamente e al più presto superato.

 

 

 

[1] https://www.repubblica.it/politica/2019/03/08/news/zingaretti_crisi_pd_governo-221056688/.

[2] https://www.milanofinanza.it/news/conte-la-via-della-seta-e-strategica-per-l-italia-201903081848394839.