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IL TEMPO E … NOI.

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Il tempo, alleato della “Natura” per la vita delle sue creature, ne detta gli avvicendamenti: nascita, sviluppo, decadenza senza distinzione per alcun essere vivente.

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I PENSIERI DELLA NOVANTATREENNE NONNA EDILIA.

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Storia, cronaca, attualità preoccupanti.  E, intanto, il tempo passa, indifferente: ogni istante si consuma e rinasce in quello successivo.  Non ha «tempo» per rilassarsi.   Ha compiti pressanti: il controllo dei cicli stagionali, delle acque, delle onde magnetiche, dei venti.   Per non parlare di vulcani e sommovimenti tellurici collegati al magma interno.

Leale, strettamente alleato della “Natura” ne condivide la responsabilità per la vita delle sue creature, ne segue gli avvicendamenti: nascita, sviluppo, decadenza senza distinzione di genere.

In mezzo a tutto questo fervore c’è l’uomo: un po’ confuso ma convinto di poter dominare la situazione.  Potrebbe accorgersi di essere, solo, parte costitutiva del sistema, ma ciò lo farebbe abdicare dal suo intoccabile «IO».

Il grande nodo da sciogliere è questo: non esiste il dualismo uomo – mondo: è un “tutt’uno”, un “unicum”: ogni individuo è intriso di tutte le altre componenti: “terra alla terra”, come nel monito biblico.

C’è però, una distinzione: siamo dotati di una mente pensante che potrebbe consentirci di capire di più: errori, potenzialità sciupate in sterili diatribe, ravvedimenti, rispetto nei confronti del nostro Pianeta che, con intelligente saggezza, ha creato le diversità somatiche per meglio affrontare gli sbalzi climatici, le aggressioni batteriche nelle diverse situazioni ambientali.  I gruppi etnici più muniti di difese naturali possono trasmetterle attraverso l’integrazione reciproca.  Un individuo colpito può morire ma la “razza umana” continuerà il suo cammino senza fine.

Ci sarebbe di grande aiuto un’autentica presa di coscienza del rapporto intimo con la natura stessa: ogni nostra molecola verrà restituita e si rimetterà in circolo nell’eterno gioco che non vuole distruzione ma «trasformazione».

C’è uno strano sentore di immortalità nel sentirsi affondati nel crogiuolo dell’infinito ma, nel contempo, elevati, indistruttibili[1].

 

 

 

[1] I PENSIERI DI NONNA HANNO GIA’ RICEVUTO UN COMMENTO PRIMA DELLA PUBBLICAZIONE.  DI SEGUITO LO RIPORTO.

C’è, sicuramente, un ritardo nel comprendere la nostra vera identità umana.  Bisogna, tuttavia, tenere presente il difficile decorso storico dell’uomo primitivo che nasce nudo, indifeso, impaurito.  Si sente aggredito dalle diverse forze della natura: deve difendersi e lo fa stabilendo con lei una linea competitiva.

Ma il TEMPO (ancora lui) ne fa maturare esperienza e ragione.  Nasce la CULTURA, formidabile, vitale raccordo in tutte le sue espressioni (alimentari, sociali, intellettuali, arte).

Daniele