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IL TEMPO.

 

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Kronos (il Tempo): divora i suoi stessi figli per conservare la propria supremazia.

Il “Tempo” galantuomo, severo, ci richiede un bilancio storico del suo passaggio.

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I PENSIERI DI NONNA EDILIA CHE NEGLI SCORSI GIORNI HA FELICEMENTE COMPIUTO NOVANTARE ANNI.

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Il Tempo passato ha prodotto una evoluzione imponente del genere umano in ogni settore: fisico, civile, scientifico; scoperte, ricerche che oggi sfidano la stessa legge di gravità per misurarsi nello spazio cosmico.

Tuttavia l’umanità è ancora immersa in guerre, orrori, violenza, genocidi: vittorie – sconfitte, glorie effimere, revanscismi.  Civiltà o barbarie?

La contraddizione tra il livello raggiunto dalla scienza e il tempo corrente con una situazione globale scompaginata, gravida di squilibri sociali è palpabile, inspiegabile.  Si possono avanzare solo delle ipotesi.

E’ probabile che nel “tempo passato” l’uomo abbia fatto proprio, inconsciamente, il concetto della “selezione naturale”.  Una teoria vincente per il mondo vivente che, in modo (spesso) incruento, conservano e migliorano la sopravvivenza della specie.

Non così per il narcisismo umano che vuol pilotare i ritmi della natura e i suoi meriti valoriali.  Perciò ha inventato categorie sociali tramite appartenenze familistiche o territoriali.

La febbre della competizione ha esasperato le provvide motivazioni delle “diversità”, trasformandole in “distinzione”, superiorità.   E’ il principio deleterio che, per contrasto, afferma l’inferiorità degli “altri”: soggetti superflui, ingombranti, eliminabili senza remore.

La spiegazione non è completamente convincente e lascia aperta una importante lacuna: la tendenza alla autoreferenzialità del più forte nella sua continua ricerca di affermazione, adeguata alla sua perniciosa vanità.