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INCOMPIUTE.

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Terzo valico: una prossima incompiuta?

Opere pubbliche incompiute: un malessere che l’Italia si trascina.

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Le opere pubbliche di interesse nazionale incompiute in Italia, secondo il report del Ministero delle Infrastrutture, sono scese a 647 a fine 217 da 752  a fine 2016. http://www.mit.gov.it/comunicazione/news/opere-incompiute-sistema-informativo-di-monitoraggio-delle-opere-incompiute-0. Se qualcuno vuol farsi un po’ di sangue marcio può vedere questo articolo https://www.linkiesta.it/it/article/2017/07/04/opere-incompiute-3-miliardi-di-euro-buttati-via/34797/.

NUOVE INCOMPIUTE ALL’ORIZZONTE?

Le opere pubbliche sono frequentemente usate in Italia come facile voto di scambio: le cattedrali nel deserto, che, non più funzionali a mutate condizioni politiche, vengono abbandonate a metà.

Ora rischiamo che, non il giardino pubblico o la piccolo Museo locale, ma opere essenziali per lo sviluppo del Paese, finiscano nell’elenco.  Parlo ovviamente delle Grandi Opere, progettate o in cantiere come la TAP, la TAV, il Terzo Valico Ferroviario, la Gronda di Genova.

Per quanto riguarda la TAP, sorvolando sulle ridicole polemiche degli ultimi giorni non sono convinto che, con l’ennesima giravolta, il Governo torni a bloccarne la realizzazione.  Eppure l’opera non costa nulla allo Stato; rende l’Italia più indipendente per l’energia[1] che ora arriva quasi esclusivamente dal gasdotto che parte dalla Siberia ed entra in Italia attraverso l’Austria e dal Gasdotto del Mare del Nord: dall’Olanda giunge in Italia passando per la Svizzera.  La TAP in aggiunta a una maggior indipendenza di approvvigionamento, può, in prospettiva, dare all’Italia la possibilità di avviare una parte del gas TAP anche verso il Centro Europa.  Spero che il M5Stelle, sotto la spinta dei malumori locali, non ci ripensi.[2]

BUCHI INUTILI.

Per quanto riguarda le altre opere, giusto ieri, il Comune di Torino ha votato per il blocco dell’opera.  Sempre i 5Stelle sembrano collegare questo blocco al via libera sulla TAP, in un mercato delle vacche per non deludere completamente quei movimenti antistorici ed antieconomici che dicono NO a tutto.

Stessa sorte potrebbe toccare alle altre infrastrutture che ho citato.  Tutte in buona parte, tese a diverse modalità di trasporto: riduzione del trasporto su gomma, aumento del trasporto su linee ferrate.  Strano che un Movimento che mette nel suo programma la riduzione dell’inquinamento e del traffico si opponga a queste opere.

In chiusura, richiamando il fatto che alcune di queste opere sono in corso di esecuzione, se passerà questa linea avremo in Piemonte e in Liguria chilometri di gallerie scavate ed abbandonate: un monumento alla decrescita (in)felice.

 

[1] Ricordate il 2006, quando la Russia, per il conflitto con l’Ucraina, interruppe in pieno inverno il gasdotto?

[2] A questo proposito, per evidenziare il differente approccio ai problemi, ricordo la risposta che diede il Sindaco di Fos  sur Mere (credo) sul rigasificatore in corso di costruzione: allo stupito giornalista italico che gli chiedeva: “ma come non vi siete opposti?” e lui ” E’ la Francia che ce lo chiede!”