INVESTIRE IN ETF SI PUO’.

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E questo è il forziere che contiene le commissioni risparmiate con gli ETF!

Risparmiatori: investire in ETF.

Dò intanto una definizione: gli ETP riproducono le performance di uno strumento finanziario sottostante. Avranno, di conseguenza, lo stesso andamento di questo strumento (il sottostante) e ne riproporranno le variazioni.

Chi emette uno strumento di questo tipo riceve i nostri soldi e li investe nel sottostante.  Ovvio che se il prezzo del sottostante salirà, aumenterà il valore del nostro investimento, il contrario accadrà a fronte di una perdita di valore.  Quali i vantaggi?   Trattandosi di un investimento “passivo” le spese di gestione sono limitate, sono quindi limitate le commissioni che ci verranno applicate.

Vediamo ora gli ETF, una delle categorie più comuni di questo strumento.

  • E’ negoziato in Borsa come un’azione: quindi basta inserire un ordine per acquistarlo o per venderlo, col vantaggio che, in caso di vendita (riscatto), avremo la disponibilità del nostro controvalore in 2 giorni, cosa che normalmente non accade con i fondi di investimento.
  • Ha come obiettivo d’investimento la replica dell’indice al quale si riferisce (benchmark) attraverso una gestione totalmente passiva e quindi poco costosa.
  • Si può prendere posizione su un mercato con una sola operazione di acquisto: acquistando un ETF è possibile investire su di un intero indice di mercato, ad esempio FTSE MIB, DAX, Nasdaq100, S&P500 (o su un segmento dello stesso mercato) ad un prezzo che è riflesso nel valore del fondo in quel momento.
  • Acquistare un ETF significa prendere facilmente posizione su un intero indice di mercato che, facendo riferimento ad un paniere ampio di titoli, automaticamente diversifica e diminuisce il rischio dell’investimento.
  • Riduce il costo del proprio portafoglio: gli ETF presentano una commissione totale annua ridotta, applicata automaticamente in proporzione al periodo di detenzione, mentre nessuna commissione di “Entrata”, di “Uscita” e di “Performance” è a carico dell’investitore. Il risparmiatore deve solo considerare le commissioni e spese applicate dalla propria banca o dal proprio broker per l’acquisto o la vendita e quale sia il costo della custodia titoli (per chi già non la possiede). Accorgimenti: inserire un ordine per almeno 1.000 €. perché, oltre alle commissioni in percentuale sul controvalore, esiste un costo fisso per ogni ordine immesso; trattare con la propria Banca le commissioni applicate.

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    Commissioni? No grazie!! Io investo in ETF!
  • Avendo il fondo una propria autonomia patrimoniale non si è esposti al rischio di insolvenza, neppure in caso di fallimento delle società di gestione.
  • Il risparmiatore beneficia dei proventi periodici: dividendi o interessi che l’ETF incassa a fronte dei titoli detenuti possono essere distribuiti periodicamente agli investitori (ETF a distribuzione) o capitalizzati stabilmente nel patrimonio dell’ETF stesso (ETF ad accumulo). In entrambi i casi il beneficiario è l’investitore.
  • Al fine di garantire la massima liquidità è richiesto che per ogni ETF sia presente un operatore specialista (di solito la Società emittente stessa o una sua controllata) che ha obbligo di esporre in via continuativa prezzi di vendita (lettera) e di riacquisto (denaro) per una quantità e uno spread (differenza fra prezzo di acquisto e vendita) massimo definiti da Borsa Italiana.

Esistono ETF strutturati (a leva) che moltiplicano gli effetti del sottostante.  Non usiamoli:  la leva ha ovviamente un prezzo che erode il guadagno ed amplifica l’eventuale perdita; potrebbe inoltre far sorgere complicazioni in caso di insolvenza dell’emittente.

Vediamo ora la tipologia degli ETF. Ci sono ETF che replicano il mercato dei titoli di Stato, delle obbligazioni societarie, altri che ripetono il mercato azionario, altri ancora dedicati alle valute extra Euro, ulteriori dedicati alle materie prime.  Attenzione particolare va posta alla valuta nella quale è denominato il fondo: il nostro investimento sarà sempre in Euro, ma il fondo potrebbe investire ad es. in dollari USA, Yen Giapponesi, Franco Svizzero etc., non è quindi raro che i guadagni, per es. su un azionario americano, siano vanificati da una diminuzione del cambio euro/dollaro.

Esistono anche Certificati sulle materie prime (oro, rame, petrolio, grano  etc., o misti). Questi ovviamente non daranno dividendi o cedole, ma seguiranno l’andamento dei prezzi delle materie prime sottostanti.

E’ quindi possibile con un fai-da-te costruirsi un portafoglio bilanciato, posizionando il nostro investimento in un mix di strumenti (azionari, titoli governativi, obbligazionari, paesi emergenti, materie prime etc.) teso ad ammortizzare i rischi, secondo le nostre valutazioni.

Da ultimo i “Certificati Reverse” che anziché  salire di valore seguendo il sottostante, salgono di valore quando il sottostante scende.  Possono essere un buon sistema di copertura del rischio di cali per chi abbia posizioni aperte (su titoli di Stato, obbligazioni, azioni). Attenzione però: se io ho 1.000 € investiti in azioni e compro 1.000 € di un ETF short, il risultato sarà ZERO e avremo solo regalato delle commissioni agli intermediari. Se avremo il timore che un certo mercato sia salito molto e ci siano forti rischi di inversione potremmo procedere in due modi: liquidare le nostre posizioni o coprirle con un ETF short, che funzioni come una sorta di assicurazione.

Faccio un esempio: ho investito 10.000 € in azioni e ho la sensazione che il mercato sia vicino ai massimi e possa tornare indietro:

  1. vendo le mie azioni: così facendo rinuncio a eventuali sviluppi ancora positivi; mi ritrovo con 10.000 € che potrei anche non sapere come reinvestire;
  2. compro un ETF short dedicato al mercato sul quale sono investito. Quanto investo in questo strumento? Non 10.000 €.: i due investimenti si annullano e pago solo delle commissioni, ma, per esempio, 1000 – 2000 € in modo da avere una copertura parziale del rischio.

Chiudo segnalando il sito http://www.morningstar.it/it/etfs/. Selezionare in strumenti di analisi  la funzione Seleziona ETF nella pagina che si apre selezionare da Categoria Morningstar  la tipologia di strumento che può interessare.

Qualcuno eccepirà che è complicato, che richiede studio: gli ricordo che non esistono pasti gratis, che anche fare una semplice pastasciutta richiede impegno.  Monitoriamo periodicamente il nostro investimento e, se ci accorgiamo di aver sbagliato qualche valutazione, non esitiamo a chiudere la posizione.

In bocca al lupo!

15-4-2018

 

 

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