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IL RIFIUTO DEI RIFIUTI.

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Il termovalorizzatore di Copenhagen: Rifiuti eliminati, energia per i quartieri vicini e pista da sci sul tetto.

Nessuno vuole un impianto di trattamento rifiuti vicino.  Risultato: incendi, esportazione, costosa per i cittadini, problemi per la salute

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Ennesimo incendio in un deposito di rifiuti a Roma, con annesso allarme per i cittadini a causa dei fumi nell’immediato e problematiche per la situazione di uno smaltimento già in difficoltà.[1]  La questione non è da poco, gli argomenti non marginali, ma, nell’attuale immobilismo, il problema resta.  Recentemente si sono riscontrati numerosi roghi in depositi di rifiuti in attesa di smaltimento o di trattamento.

INTERVENIRE E’ NECESSARIO.

In altre parti del mondo e d’Italia il problema viene risolto con gli impianti di incenerimento, sicuri ed efficienti ed in grado di assolvere anche a compiti di teleriscaldamento per i quartieri nelle immediate vicinanze.  In molte zone del Paese questo non viene accettato e si continuano a mandare in giro per l’Italia e l’Europa TIR stipati di rifiuti con aggravio dei costi sugli utenti e di moltiplicazione di inquinamento ambientale per la circolazione dei mezzi.[2]

La soluzione, in parte avveniristica, proposta dai 5Stelle appare inattuabile nel breve periodo: esiste il sospetto che la spazzatura, raccolta in maniera differenziata, dopo un lungo soggiorno nei depositi, finisca in discarica.  Se ne prenda atto e si provveda alla costruzione di termovalorizzatori a livello regionale che sono indispensabili.[3]

L’intervento a livello legislativo può essere intanto l’eliminazione dell’overpackaging: quante vote compriamo prodotti confezionati e poi ulteriormente assemblati in altro imballo da smaltire?

La criminalità ambientale, più o meno organizzata pare abbia trovato un nuovo modo per eliminare illegalmente i rifiuti: stiparli in capannoni per poi incendiarli,  Si tratta di una sensazione, ma che darebbe al sistema illegittimo di smaltimento, oltre al vantaggio di provvedere senza spesa al compito, anche quello di avere un compenso aggiuntivo chiedendo i rimborsi assicurativi per l’impianto incendiato.

Quindi bene che Salvini abbia messo sul tavolo la questione termovalorizzatori.  Un po’ meno bene quando, anziché organizzare una miglior controllo del territorio, compito proprio del suo Ministero, si dedica a “invasioni di campo”, come quella visita in Israele, capace solo di creare complicazioni Internazionali.

 

[1] https://roma.repubblica.it/cronaca/2018/12/11/news/incendio_impianto_rifiuti_via_salaria-213957014/,

[2] http://www.green.it/architettura-la-gestione-dei-rifiuti-copenaghen-termovalorizzatore-green-diventa-anche-pista-sci/.

[3] https://www.wired.it/attualita/ambiente/2018/11/20/inceneritori-efficacia-dati/.