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LA MANOVRA C’E’(QUASI).

 

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Una manovra pericolosa.

Nella notte è stata approvata la manovra fiscale 2019.

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In mezzo a tutte le note polemiche la manovra c’è.  Approvata in maniera assolutamente irrituale, non discussa e neppure visionata da Senatori, c’è: o quasi.  Quasi perché per i provvedimenti più emblematici, quota 100 per le pensioni e reddito di cittadinanza, sono indicati solo gli stanziamenti.  A gennaio verranno posti i “paletti”, le regole per usufruirne[1].

Qui voglio sottolineare solo i punti a mio avviso più controversi.

«Saldo e stralcio» sul fisco:  si prosegue con la “grazia” per chi non ha pagato le tasse e, pare, anche i contributi:un colpo di grazia ai conti INPS.  Tutto a vantaggio dei furbetti, presa in giro per i lavoratori dipendenti e per chi ha regolarmente pagato.

Stop alle agevolazioni IRES per il no profit: saranno tassate tutte le organizzazioni che non hanno fini commerciali, suscitando, fra gli altri, l’ira dei Vescovi della CEI.

Gli aumenti Iva: previsti dal 2020.  E’ la misura più grave[2], anche se non immediata, specie se dovesse confermarsi il rallentamento dell’economia.  Lascia in ogni caso una eredità pesantissima anche ad un Governo diverso, è difficilmente neutralizzabile data l’entità: 23 miliardi.

Tagli agli investimenti: -5,4 miliardi: in un momento di rallentamento globale dell’economia rischiano di mandare in recessione il Paese.

Proroga per le concessioni balneari per 15 anni: qui evidentemente si è voluto concedere un benefit a favore  di una lobby.  Ignorare la Bolkestein costerà l’apertura di procedura di infrazione con relativa sanzione che pagheremo tutti. Ricordate le quote latte?

Cambio di destinazione d’uso per gli immobili pubblici in dismissione:  non è una norma di per sé negativa.  Mi chiedo però come mai i 5Stelle, negativi sulle Grandi Opere per le paventate corruzioni, possano varare un provvedimento che consentirà la lottizzazione anche in centri storici.

«Web tax»: colpendo le transazioni commerciali via web provoca un pari aumento nei prezzi (misura sopportabile), ma ostacola la crescita delle poche aziende italiane che si sono indirizzate o si indirizzeranno verso il settore intralciandone la crescita.  Una palla al piede per una new economy Italiana.

Taglio dei contributi all’editoria:  qui ho delle perplessità.  Se da una parte ritengo ingiusto un provvedimento che ha ridotto i giornali a volume di enciclopedie, piene di pubblicità a pagamento fidando sui contributi, dall’altra ho l’impressione che si voglia punire un giornalismo non proprio tenero nei confronti del Governo.

Altre misure:  le salto, chi vuole le trova nell’articolo del Corriere.  Rilevo solo le irritanti “misurine” varie, tipo tagli alle misure contro il femminicidio, il mancato aggiornamento a costo della vita delle pensioni sopra i 1200 Euro, i mini stanziamenti per i piccoli Comuni che, abbinate all’aumento del limite per gli appalti senza obbligo di gara, aprono praterie per i soliti appaltatori “amici o amici degli amici”.

Appello agli Elettori di Lega e M5Stelle:  siete ancora convinti della bontà della vostra scelta?

[1] Ecco i testo: https://www.corriere.it/economia/cards/manovra-2019-ecco-testo-definitivo-tutte-misure-pensioni-fisco/pensioni-gennaio.shtml.
[2] Vedi http://giuli44.altervista.org/cosa-ce-dietro-langolo/.