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LA RESA DEI CONTI.

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Akhenaton, 1330 A.C. Faraone eretico dell’Antico Egitto condannato dopo la morte alla damnatio memoriae.

Primarie PD: volete sapere che ne penso? E’ un po’ lunghetto …. peggio per voi!

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Dunque ci siamo.  Dopo un anno tribolato domenica il PD sceglierà (forse, se uno dei tre pretendenti arriverà al 50% dei voti) il proprio Segretario.

La situazione mi ricorda, per diversi aspetti, il 1984 quando prematuramente scomparve Enrico Berlinguer.  Allora ci vollero pochi giorni per la nomina di Alessandro Natta, grigio esponente di apparato messo lì per non scontentare nessuno.  Poco occorse a questi per far fare un rapido percorso a ritroso al PCI, papà o mamma, se volete, del nostro Partito Democratico.   Ricordo ancora le polemiche per il ravvicinamento al PCUS e, con la regia di Armando Cossutta, il viaggio a Mosca.  Quattro anni dopo lasciò lo scettro ad Achille Occhetto che sciolse il PCI, dalle cui ceneri nascono il PDS e Rifondazione Comunista,

Oggi ci troviamo in situazione analoga, ma essendo Matteo Renzi, l’ex dominus del PD ben vivo e vegeto, ecco le lungaggini per la successione.   Ed ecco i tre scialbi protagonisti dell’ingrata eredità a tenzone sfidarsi, faccia a faccia finalmente, in ora desueta su skytg24[1], Sento il dovere di esprimermi, mi auguro per un sereno dibattito, senza forzare le intenzioni di voto di alcuno.

GLI SFIDANTI.

Parto con Zingaretti, che viene accreditato come il più papabile.  Tempo è passato da quando scrivevo questo post[2], le sue convinzioni sulla necessità di un accordo col M5Stelle sono state modificate, ma continuo a non fidarmi: trovo della doppiezza nel disconoscere quanto affermato in proposito solo 6 mesi fa.  La sua ossessione sembra solo la redenzione di quei (pochi) scappati di casa andati a rinforzare i 5Stelle: ancora non gli ho sentito proferire verbo sul come convincere a quei milioni di elettori che non vanno più a votare per lo scandalo di un Partito che fa a pezzi i propri leaders.  Non una parola per federare i nemici di questo Governo infame[3].  Insomma non andrà a Mosca, ma tenterà il riacquisto di Botteghe Oscure.

Vengo a Giachetti: senz’altro persona retta che mi auguro resti ancora a lungo nel PD.  Proprio qui casca l’asino.  Infatti, dichiara il Bobo: “se si vuole andare con M5s o far rientrare i fuoriusciti allora non è più il mio partito”.  Invidio il Labour Party dove convivono tranquillamente istanze che vanno dal “Blairismo” al  “Trotskismo”. Se il PD veramente non vuole sporcarsi le mani con i populisti, ha bisogno, anche al suo interno, almeno come componente minoritaria. di un socialismo moderno, aperto alla istanze di innovazione della società, alla Blair.  Condanno quindi le posizioni alla Giachetti come frazionismo, malattia infantile del Socialismo diventata cronica il Italia.

Non resta che Martina.  Non ha la statura del leader, è una scelta alla Natta 35 anni dopo, ma almeno non vuol condannare alla damnatio memoriae il “Faraone eretico” e i suoi seguaci, anzi sembra veramente tenere ad un partito più collegiale, in questo aiutato dalla scarsa personalità.   Lo metto lì a tener insieme i cocci di una sinistrata Sinistra (bello eh!, il bisticcio di parole).   Spero che, ove eletto, non faccia finire il Partito nelle sabbie mobili di un nuovo Occhetto.

 

 

[1] Siccome non tutti, come me, sono in pensione  mi sono permesso di andare a cercare, ad uso di chi all’ora di pranzo è ancora al lavoro, la registrazione del dibattito (la seconda è completa) https://tg24.sky.it/politica/2019/02/28/confronto-primarie-pd-candidati-diretta.html.

https://www.democratica.com/focus/confronto-martina-zingaretti-giachetti-primarie-pd/,

[2] http://giuli44.altervista.org/zingaretti-e-la-sinistra/.

[3] http://giuli44.altervista.org/i-nemici/.

4 Risposte a “LA RESA DEI CONTI.”

  1. Accanimento terapeutico
    Domenica , con le primarie,si tenterà di tenere in vita un paziente morto: il PD. Se si voleva fare qualcosa di utile, bisognava aprire un grande dibattito sul perchè della sconfitta del 4 marzo e sul perchè in europa i partiti sicialisti sono al lumicino. Si dovevano presentare delle proposte e chi vinceva vinceva,senza minacciare scissioni se…. La verità è che i gruppi dirigenti si vogliono ad ogni costo conservare e il popolo della sinistra sarà costretto a votare per tre scialbi becchino che condurranno l estinto alla tomba.

    1. Puzza un po’ di benaltrismo questo commento.
      Andiamo domenica alle primarie: per dare un segnale che in questo Paese c’è ed è viva una sinistra.
      Quanto alla quantità dei candidati … beh! turiamoci il naso:ciascuno voti quel ritiene il meno peggio

      1. Qui si dimentica che la sinistra ( se ancora si vuole usare questa categoria ) deve essere in grado ,per esistere, di una visione comune di società e di risposte comuni a vari gruppi e interessi sociali. Purtroppo io non riesco a vedere realizzate tali necessità. Nel Pd, l un contro l’ altra, armate, si contendono visioni diversissime del mondo.

I commenti sono chiusi.