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LA SPADA DI BRENNO

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Brenno getta la spada sul piatto dei pesi per aumentare l’oro del riscatto.

Gettare la spada sul piatto dei pesi della bilancia poteva funzionare forse a Brenno, vincitore di una guerra, ma gettare sul piatto spade di cartone fa solo perdere la faccia.

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La vicenda della spada di Brenno, secondo lo storico Romano, Livio, si sarebbe svolta nel 390 a.c. I Galli Senoni, sotto la guida del loro capo Brennan avevano sconfitto ed occupato Roma: i Romani stavano pesando su una bilancia l’oro che avrebbero dovuto versare al Gallo come tributo di guerra, quando qualcuno fra loro protestò perché i pesi erano truccati. Brenno allora sfoderò la sua pesante spada e la aggiunse sul piatto dei pesi (da pareggiare con oro), rendendo quindi il calcolo ancora più iniquo, ed esclamando “Vae victis” – guai ai vinti-, per significare che le condizioni di resa le dettano i vincitori sulla base del diritto del più forte.

Veniamo ai giorni nostri, tralasciando il fatto che, all’intervento dell’esercito di Marco Furio Camillo, i Galli furono sconfitti e si dovettero ritirare con le pive nel sacco.  L’operazione di gettare spade sul piatto dei contrappesi della bilancia sembra diventata istituzionale.  L’adopera il Presidente degli USA Trump, quando minaccia attacchi, per es., alla Corea del Nord e dopo, qualche giorno, incontra e dichiara aperta la collaborazione col leader di quel Paese, Kim Jong-un.

Dalle nostre parti tal modo di procedere sembra ormai adottato dal Governo.  Ricordate la frase “apriremo il Parlamento come una scatoletta di tonno”?  Bene chi la pronunciò – il M5Stelle – non solo è nel Parlamento, ma anche al Governo. Quella scatoletta si minaccia quotidianamente di aprirla, incuranti dei riflessi che le parole hanno per l’Italia.  Non diversamente dai 5Stelle si comporta, con argomenti diversi, spesso divaricati, la Lega.

Ora i nostri Galli abbassano la cresta: di fronte alla reazione di larga parte dell’opinione pubblica ritirano l’emendamento sull’obbligo vaccinale.  Sul fronte mercati danno ampie rassicurazioni che gli impegni Europei sulla Legge di stabilità verranno rispettati, chiedendo qualche accomodamento nel deficit .  Circa una metà degli ex “prigionieri” della Diciotti sono scomparso da Rocca di Papa, tentando probabilmente il ricongiungimento con parenti residenti in altri Paesi Europei.   Anche la vicenda ILVA si è chiusa questa notte, grazie all’intervento dei Sindacati e col Ministro Di Maio che, dopo averli sfruttati elettoralmente, abbandona gli hooligans della chiusura degli stabilimenti al loro destino.

Spiacevolmente sono da fare alcune considerazioni.  Le parole in liberà, concretizzate ad ottenere gli zero virgola di maggior flessibilità che tanto venivano irrisi ai tempi dei Governi PD, hanno causato l’aumento dello spread e, quindi gli interessi da corrispondere sui titoli pubblici. Il bel risultato è che si avrà, con l’aumento di 100 punti base (e siamo andati anche ben al di là), una maggior spesa per interessi di 1.8 miliardi il primo anno, 4,5 miliardi nel 2019, 6,6 miliardi nel 2020 (stime Ufficio Parlamentare del Bilancio). Sono risorse che mancheranno nel bilancio dello Stato e che verranno sottratte ad interventi a favore della povertà e dell’occupazione, che andranno ad arricchire sotto forma di maggiori interessi Banche, Istituzioni Finanziarie  italiane ed estere, Italiani facoltosi che  i Titoli di Stato hanno sottoscritto.  Il tutto a spese dei poveracci che tirano il pranzo con la cena.  La cosa non sarebbe successa se dal Governo ci si fosse correttamente e dignitosamente comportati, senza dare in escandescenze degne di bulletti di periferia.

Forse il nostro Governo non si è reso conto che l’Italia non è gli USA, che la sua forza economica è di circa 10 volte inferiore, quella politica quasi insignificante, di conseguenza, queste prese di posizione si ritorcono in maniera pesante e ridicola sul Governo stesso, la sua credibilità e su tutto il Paese. Chiudo con una notazione, dedicata a chi non fosse ben addentro alle questioni: ottenere dalla UE la famosa flessibilità non significa che l’Europa ci darà quei soldi, ma che ci consente di fare maggiori debiti.  E chi pagherà quei debiti penso lo sappiano tutti!