Le Banche Italiane con l’aumento dello spread tornano a essere a rischio?

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Il debito pubblico schiaccia i contribuenti e lo farà per molte generazioni ancora. Ma ha anche conseguenze immediate, principalmente sulle banche.

L’impatto dello spread sui bilanci delle Banche ne aumenta il rischio e le porta indietro nella valutazione della solidità. Avremo altri casi di bail in, con relativa tosatura di depositanti?

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Goldman Sachs, una delle più grandi affari del mondo, in un report sulle banche Italiane, dimostra che i 100 punti base di spread hanno cancellato 6 mesi di lavoro fatti per mettere in sicurezza le banche stesse e i loro azionisti e depositanti in subordine. Come possibile questo? Proverò a spiegarmi in maniera semplice.
Sappiamo tutti che le banche investono una parte del loro portafoglio in Titoli di Stato. Questo investimento serve sia a fare utili con l’incasso delle cedole (o di eventuali plusvalenze) e, nel contempo, a garantire i depositanti. L’aumento dello spread provoca una svalutazione del portafoglio, perché il valore dei Titoli di Stato scende: quindi minori utili per gli azionisti, ma anche minore tutela per i depositanti.
Questa situazione, imputabile per intero all’attuale Governo, rende vani gli sforzi, fatti a colpi di aumenti di capitale e cessione di crediti di dubbia esigibilità, compiuti dalle singole banche. Di più: venendo meno una parte di garanzie mette gli Istituti bancari più problematici a rischio bail in, con relative perdite a carico di azionisti, obbligazionisti, depositanti. Per non parlare degli effetti negativi su fondi di investimento e fondi pensioni che investono sia in azioni che in titoli di stato.
Può il Governo fare qualcosa, al di là di stracciarsi le vesti e mettere a carico dei contribuenti le perdite quando succedessero fatti analoghi a Banca Etruria e Banche Venete? Certamente: smettere con la propaganda e dare segnali tranquillizzanti nei confronti dei risparmiatori che sottoscrivono i suoi bond. Non dimentichiamo che la situazione, in caso di legge di bilancio a settembre fuori dalle linee guida indicate dall’Europa, potrebbe far esplodere il debito pubblico Italiano. Sanno (lo sa certamente Tria) tutti i nostri Ministri che senza sottoscrittori di debito la Repubblica Italiana può solo chiudere baracca e burattini?

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P.S. Segnalo che a seguito dell’articolo “referendum sulla TAV” ho ricevuto i ringraziamenti del Presidente della Regione Piemonte, Dott. Sergio Chiamparino al quale desidero rinnovare la mia stima ed il mio apprezzamento.

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