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LE SIGNORIE: IL RITORNO?

Storia medievale - Storia - Rai Cultura

Le elezioni Regionali riportano l’Italia di fatto indietro di 5 secoli.

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La personalizzazione evidenzia, a mio avviso, una fase nuova e nel contempo antica nella politica.  Il potere conferito ai Presidenti di Regione è diventato sempre più esclusivo, distinguendosi e distanziandosi dal potere centrale.

Qualcosa di simile a quanto avvenuto nel Basso Medioevo quando in gran parte dei territori Italiani e Tedeschi, formalmente parte del Sacro Romano Impero, l’evoluzione delle autonomie Comunali portò alla formazione di Principati e Signorie di fatto indipendenti, spesso in guerra aperta fra di loro e col potere Imperiale  .

Ne abbiamo la prova sotto gli occhi quando i Presidenti Regionali, disposti a tutto pur di essere riconfermati, violano platealmente ogni regola di buon Governo: dalle liste civetta di De Luca alle assunzioni in diretta televisiva di Emiliano passando per l’auto attribuzione di meriti non propri di Toti.[1]  Mi taccio sui “passaporti sanitari” di Solinas o la “regolamentazione degli ingressi” di Zaia.

Contrariamente a quanto sostenuto da Il sole24ore nell’articolo di cui alla precedente nota, non riesco a vedere positività nella attuale situazione.   La politica nazionale sembra non accorgersi della deriva istituzionale che si è messa in moto, preferendo abbozzare, tacere, rinviare sulla questione della Autonomia Differenziata, autentico grimaldello contro lo Stato, se non  inquadrata in una diversa architettura Costituzionale.

La priorità dovrebbe andare alla parificazione degli Enti: abolizione dello Statuto Speciale, le cui ragioni storiche sono ampiamente decadute; vera autonomia impositiva tesa a responsabilizzare i territori;  maggiore subordinazione allo Stato nelle materie concorrenti.

In ultimo, ma non ultimo, l’accorpamento degli Enti: è ridicolo tenere in piedi Regioni con 300.000 abitanti, quelli di una città di modeste dimensioni. Si prenda esempio dalla Francia: con la riforma del 2015 le Regioni Metropolitane sono passate a 13 da 22 che erano. Vista l’estensione territoriale più che doppia di tale Paese, penso che 10 Regioni più le 2 isole sarebbero congrue per l’Italia

Questa riforma aumenterebbe la responsabilità dei Presidenti di Regione (per favore smettiamola di chiamarli GOVERNATORI!), costringendoli ad una visione meno ristretta e – spero – più responsabile.

 

 

[1] https://bari.ilquotidianoitaliano.com/politica-2/2020/09/news/regionali-2020-assunzioni-in-sanitaservice-senza-concorso-i-pinguini-denunciano-emiliano-in-procura-287289.html/

e

https://www.ilsole24ore.com/art/zaia-de-luca-toti-ed-emiliano-saper-sotrarre-voti-avversari-li-candida-leader-domani-ADF4Q6q?refresh_ce=1