Lettera aperta a Matteo Renzi.

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Campo libero ai Barbari?

LETTERA APERTA A MATTEO RENZI

Caro Matteo,

spero di non tediarti con questa nota, ma non potevo più tacere.   Sono un tuo sostenitore della prima ora in quanto vedevo in te quel leader che mancava a questa Italia. Ti vedevo come un Tony Blair che finalmente porta un’aria nuova nella sinistra del Paese, sinistra da sempre in bilico fra massimalismi infantili, ruffiani plaudenti e aprioristici veti.

In questi anni non sono mancati i provvedimenti da te presi che mi hanno lasciato perplesso e mi permetto di elencarne alcuni:

  1. Abolizione dell’Imu sulla prima casa.  Il provvedimento avrebbe potuto essere meglio articolato manovrando sulla quota esente a salvaguardia sia dei cittadini più deboli che delle casse dei Comuni.
  2. Troppi provvedimenti hanno impiegato risorse a pioggia. Molti di noi non hanno capito quale disegno organico collegasse gli 80 Euro, il buono bebè, 18app. Altri hanno inteso che fossero semplici regalie pre-elettorali. Non era meglio concentrare quelle risorse fra taglio a cuneo fiscale e rafforzamento del REI?
  3. Aver tollerato che altri provvedimenti venissero elusi da sotterfugi vari. Mi riferisco in particolare al tetto retributivo dei 240 mila Euro, aggirato da “barbe finte” come Fabio Fazio, quelli che io chiamo “compagni con Rolex d’oro al polso”.
  4. Infine non aver portato il Paese a elezioni anticipate dopo le ultime Europee, nelle quali avresti ottenuto quella maggioranza schiacciante che ti avrebbe dato mani libere per 5 anni. Errore tattico imperdonabile!

Molti dei miei conoscenti e amici, nonostante le critiche, hanno con me tenuto duro e continuato ad avere fiducia, ma molti di più si sono allontanati, magari astenendosi.

Ora ti invito a riprendere l’azione politica, a non mollare. La rottamazione non è finita. Gli imboscati vanno stanati e non solo nelle istituzioni, ma anche in quei fiancheggiatori per interesse che continuano a definirsi compagni, portando il famoso Rolex d’oro.

Tutti nella vita hanno avuto dei rovesci. Personalmente ne so qualcosa, avendo vissuto per 73 anni, ma ogni volta ho cercato di reagire e rialzarmi.   Non lasciarci soli nel tuo Aventino, il destino cinico e baro lasciamolo ad altri contesti storici ed ideologici. Tu non sei solo il Senatore di Firenze, ma una speranza ed una risorsa per questo Paese allo sbando.

Giuliano Parodi.

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