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L’IGNOTO.

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Altare sacrificale del santuario prenuragico di Monte d’Accoddi (SARDEGNA). “Ignoto” è, per eccellenza, l’Universo ma c’è anche quello personale, correlato al mistero dell’al-di-là.

Vorrei parlare di qualcosa che non conosco: l’Ignoto.

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I PENSIERI DELLA NOVANTATREENNE NONNA EDILIA.

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Ignoto, … alone silenzioso che circonda la mente umana e ci si proietta intorno.

Il vuoto è inquietante: per placarne gli effetti si ricorre alla fantasia.  Si sono inventate,nel tempo, entità astratte, deità sacralizzate dalla fede.

Sorgono le religioni: poco spirituali, molto umanizzate nella loro intrensicità.  Si creano così “miti” strani, divertenti.   I pagani rivolgevano la loro fede ad un “dio” focoso che non esitava a trasformarsi in cigno, a una polvere dorata per copulare ignare verginelle.  Dei facili al risentimento e alla punizione contro chi trasgredisse ma altrettanto sensibili alla devozione generosa dei fedeli che offrissero doni, sacrifici, tesori, templi.

Altre consorterie si valevano di entità alate: una di queste, forte di “alto mandato”, si trovò a richiedere l’uso fisico, innaturale, di una minorenne sola, emozionata, destinata così a sofferenze, pericoli, dolore.   Diventerà un mito, immortalato nell’arte, nei riti, nella toponomastica: resterà la gravità del suo asservimento, divenendo simbolo della donna: figura decorativa, piacevole, utilmente passiva.   L’accettazione fideistica del surreale porta con sé credulità e superstizioni con effetti assurdi.

“Ignoto” è, per eccellenza, l’Universo ma c’è anche quello personale, correlato al mistero dell’al-di-là.    La minaccia di castighi viene usata per mitigare gli istinti umani negativi: violenza, egoismo, prevaricazione, ….  I risultati, non brillanti, sono cronaca attuale: odio, guerre aperte o sotto traccia.  L’Ignoto è una entità autonoma.

Qualsiasi escogitazione umana, usata per pilotarne gli effetti, spesso fallisce per un “imprevisto”, mentre può “casualmente” promuovere effetti positivi, provvidi che chiamiamo miracoli.

La gente, senza distinzione geografica, etnica, storica, teme l’Ignoto con un pensiero fisso: conoscere il futuro.   Vengono mobilitati oroscopi, indovini, medium, fattucchiere.  Inesorabile, nonostante tutto, il destino si compie: cade Troia, viene assassinato Cesare, ma l’ansia non demorde.

La domanda è: se conoscessimo in anticipo l’andamento e la fine della nostra vita, che ne sarebbe del “libero arbitrio”, dei progetti, dei sentimenti, delle speranze che ci accompagnano e sostengono nei momenti più difficili?

La paura dell’ignoto può essere dimensionata solo dalla conoscenza del reale, che muove il coraggio, l’ingegno di esploratori, navigatori, scienziati, astronomi che hanno dedicato il loro impegno per scrutare oceani cieli, territori lontani non escluse le minacce invisibili dei batteri.   Quando la società umana, nel suo continuo, fatale evolversi, si farà più attenta agli stimoli e alle risposte della “cultura”, forse diremo: grazie IGNOTO!