MANINE, MANACCE, MINACCE.

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Il taglio della manina . . putroppo in questo caso non metaforica.

Trovata (forse) la manina che irrita Di Maio: manaccia alzata di Salvini, con minacce a Tito Boeri.

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I Dioscuri neri hanno trovato il capo espiatorio per la manina (in realtà si tratta di una relazione tecnica dovuta) che ha inserito la tabella sugli effetti del “Decreto Dignità”.  Tabella secondo la quale l’effetto sarebbe una riduzione di 8.000 posti di lavoro, causa la supercontribuzione prevista sui contratti a termine.  Il Vice Premier Salvini, che già aveva chiesto la testa di Boeri, Presidente dell’INPS, torna a ribadire la sua richiesta.  L’altro Vice Premier Di Maio, che al primo attacco aveva difeso Boeri, sembra ora allinearsi, in preda all’ira.

Ma la collera dei Dioscuri neri e la testa di Boeri sono, probabilmente, solo un primo obbiettivo.  La meta finale sarebbe Giovanni Tria, Ministro all’Economia e Finanze, “colpevole” di non aver censurato l’incriminata relazione dell’INPS.   Il Decreto in questione ha dunque superato il vaglio della Ragioneria Generale dello Stato (la così detta “bollinatura”) che ne certifica le coperture finanziarie, condividendo quindi tacitamente la relazione tecnica INPS che ne evidenzia, nella tabella incriminata, gli effetti negativi sull’occupazione.

I boia, quindi, vogliono la testa di Boeri quale primo passo, ma il vero capo da far cadere sarebbe quello del Ministro dell’Economia, colpevole di aver dato rassicurazioni alla UE in merito alla tenuta del conti pubblici ed alla riduzione del debito.    Non sanno i tapini che, se riuscissero nel loro intento, lo spread, già salito di 100 punti dal loro insediamento, prenderebbe il volo e che tutti i loro sogni andrebbero a naufragare in qualche asta del Tesoro, deserta per mancanza di sottoscrittori. Quel mese avrebbero i loro problemi a spiegare ai gonzi che li han votati perché non possono pagare gli stipendi ai pubblici dipendenti e le pensioni ai pensionati. Altro che continuare a parlare delle solite balle sui migranti ( a proposito… gli amici di Salvini, Ceki, Ungheresi e C., hanno rifiutato di accollarsi una parte dei 450 di Pozzallo).  Perchè, diciamolo chiaro, ogni mese le cronicamente insufficienti entrate dalle tasse vengono integrate con la emissione di Titoli di Stato: se un’asta va deserta i soldi non ci sono per tutto.

Ma la mano di Boeri sembra già sul ceppo, pronta ad essere tagliata; d’altronde chi dice la verità viene crocifisso: è una vecchia storia!

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