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MANOVRA E PONTE DI GENOVA.

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Manovra e Ponte di Genova. Dilettanti allo sbaraglio o astuti Tribuni? Tanto chi paga è sempre Pantalone.

MANOVRA

Manovra del popolo fra esultanza e forti timori. Ponte di Genova con contraddizioni e conflitti di interesse.

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Una manovra quella contenuta nel DEF che è per ora preannunciata solo delle cifre di massima.  Esultanza fra i sostenitori del Governo che si aspettano una “helicopter money”: soldi per tutti per strasene sul divano o lavorare in nero; meno tasse per e più possibilità di evasione per professionisti e piccoli imprenditori (http://giuli44.altervista.org/governo-dellevasione/) ; pensione anticipata per tutti.

Il tutto finanziato con maggior deficit nel Bilancio dello Stato.  In sé cosa non negativa in assoluto ove quel maggior importo di debito pubblico che ne consegue fosse indirizzato ad investimenti pubblici che migliorino le condizioni di competitività del sistema Italia, meglio se gli investimenti superano il deficit.  Possono definirsi investimenti il reddito di cittadinanza e la flat tax?[1]

Delle promesse fatte anche dopo la campagna elettorale, “finanzieremo tutte queste operazioni con una revisione della spesa pubblica” non si scorge traccia.  Sappiamo come sono finite le analisi fatte da diversi Commissari alla Spendig Review come il Prof. Carlo Cottarelli: praticamente lettera morta.  Tagliare le spese è impopolare: suscita reazioni dure in chi di quella inefficienza campa.  Ergo: si perdono voti.

Vedremo cosa succederà quando il DEF verrà tradotto nella Legge di Bilancio e da guscio vuoto si trasformerà in provvedimenti veri, con le relative coperture finanziarie.

IL PONTE DI GENOVA.

Il provvedimento preannunciato più volte e in maniera menzognera come pronto è davvero pronto e firmato dal Capo dello Stato.   Contiene una norma che mette alla porta Soc. Autostrade con una formula[2] che a me, non esperto di diritto, lascia perplesso: ci sarà un ricorso che bloccherà tutto? Vedremo.

In conseguenza della firma viene nominato (in pectore) il Cav. Claudio Andrea Gemme, attuale presidente e amministratore delegato di Fincantieri Sistemi Integrati.  Nulla da dire sulla persona: non lo conosco, ma ha un curriculum di tutto rispetto[3].  Ritengo però vista la sbandierata volontà, inopportunamente a mio avviso, di affidare a Fincantieri la ricostruzione si trovi in una imbarazzante posizione di conflitto di interessi.

Cosa nella quale il nostro Ministro delle Infrastrutture è già caduto. Si veda http://giuli44.altervista.org/ruoli/. nella quale evidenziavo il conflitto di interesse relativo a ben 3 Commissari su 6.  Sapete com’è finita? Tutti e tre quei nomi sono stati rimossi o han dato, per decenza. le dimissioni.

 

 

[1] Per le reazioni sui mercati finanziari https://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2018-09-28/piazza-affari-il-def-perde-un-giorno-20-miliardi-172451.shtml?uuid=AEoq04AG

[2] Art. 7: Il Commissario affida …. la realizzazione delle attività concernenti il ripristino del sistema viario, nonché quelle propedeutiche e connesse, ad uno o più operatori economici che non abbiano alcuna partecipazione, diretta o indiretta, in società concessionarie di strade a pedaggio, ovvero siano da queste ultime controllate o, comunque, ad esse collegate, anche al fine di evitare un indebito vantaggio competitivo nel sistema delle concessioni autostradali

[3] http://www.ilsussidiario.net/News/Politica/2018/9/28/Claudio-Gemme-chi-e-il-commissario-per-il-ponte-Morandi-Ultime-notizie-la-madre-e-tra-gli-sfollati/841524/.