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MINNITI IL PD E I 5STELLE.

La rinuncia alla candidatura a Segretario PD di Minniti aggrava i problemi del Paese.

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Acque non più agitate nel Partito Democratico, ma addirittura tempestose.    L’uragano Minniti, che abbandona la candidatura a Segretario,[1] si abbatte sulle rovine di quello che è stato il partito guida del Paese per 5 difficili anni: pieni di errori, ma anche di risollevamento di un Paese in ginocchio.

Forse non sapremo mai i motivi che hanno portato Minniti a questa decisione: le illazioni che circolano sono molte e parlano ancora e sempre di regolamenti di conti fra le varie fazioni.  In particolare fra chi intende lanciare ponti in direzione Movimento 5 Stelle[2], e non mi riferisco al solo Zingaretti, anche se tutti i candidati smentiscono ora la ricerca di tale alleanza.

SNATURARE LA SINISTRA.

Mi sono più volte espresso sulla pseudo natura di sinistra di M5S e sono sempre più convinto che il suo “programma” (se mai ne ha avuto uno) è, al massimo, di destra sociale.  La visione di una società cannibalizzata da uno spinto pauperismo e guidata da una elite talmente inadeguata da apparire inesistente.  Mi piace qui ricordare queste parole di Antonio Gramsci su L’Ordine Nuovo del 26 aprile 1921.

“Il fascismo si è presentato come l’anti-partito, ha aperto le porte a tutti i candidati, ha dato modo a una moltitudine incomposta di coprire con una vernice di idealità politiche vaghe e nebulose lo straripare selvaggio delle passioni, degli odi, dei desideri. Il fascismo è divenuto così un fatto di costume, si è identificato con la psicologia antisociale di alcuni strati del popolo italiano.”  Come non vederne tutti i segnali che hanno accompagnato nascita e crescita del M5S.

QUALE SINISTRA.

I segnali che arrivano da Sinistra sono assolutamente contradditorî e scoraggianti.  Matteo Renzi, convitato di pietra nel dibattito precongressuale, sembra pensare ad un nuovo partito sulle tracce di Macron,  Non penso che quanto accaduto in Francia possa ripetersi in Italia. Troppo diverse le condizioni del Paese anche in Francia l’esperimento, alla riprova del tempo e dei fatti, si sta rivelando fallimentare.

Se il PD non deve sporcarsi le mani con i populisti, ha bisogno, anche al suo interno, almeno come componente minoritaria. di un socialismo moderno, aperto alla istanze di innovazione della società alla Tony Blair.   Rammento che nel Labour Party convivono tranquillamente istanze che vanno appunto dal “Blairismo” al  “Trotskismo”.  Il Labour sotto la guida di Jeremy Corbyn, che ha spostato il partito su posizioni più marcatamente di sinistra è condannato a una irreversibile posizione minoritaria, nonostante tutti i problemi che affliggono in Regno Unito.

Io, con molti in questo Paese, credo nella vocazione maggioritaria del PD, linea indicata da Walter Veltroni e perseguita poi da Matteo Renzi,   Ma a quest’ultimo dico: guardi al disastro di LEU, di D’Alema e Bersani; non si lasci ammaliare dalle eterne sirene del frazionismo, malattia infantile della sinistra, divenuta cronica in Italia.   La partita può essere continuata all’interno, anche contro insuccessi che, ne sono certo, sono solo temporanei, per sfruttare a fondo i grandi spazi aperti nella società Italiana.      http://giuli44.altervista.org/i-nemici/.

 

 

 

[1] https://www.corriere.it/politica/18_dicembre_05/rinuncia-minniti-cosi-insostenibile-faccio-il-pd-16073328-f8d1-11e8-95fd-6a8b22868d97.shtml.

[2] http://giuli44.altervista.org/zingaretti-e-la-sinistra/.

2 Risposte a “MINNITI IL PD E I 5STELLE.”

  1. Blair ha fallito e Macron non mi semora che stia molto bene. L è tutto sbagliato, l è tutto da rifare ( gino Bartali)

    1. Blair è stato premier per dieci anni. Ha portato il R.U. fuori dal thatcherismo. Il R.U. era messo peggio dell’Italia. L’influenza di Blair sul Labour è tutt’ora presente e radicata. Solo che lì non si esce dal Partito per fare le minchiate del 2,5 -1,2% tipo LEU e simili.
      Quanto a Macron le manifestazioni di questi giorni sono orchestrate dai fascisto.leppenisti e comunque resta il più valido oppositore del populismo a livello Europeo. Anche se ne critico la “natura latina”: nasce da una scissione.

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