Minoranze alla porta in Carige

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Rinforzate il recinto! Che rimangano fuori.

MINCIONE ALLA PORTA (LETTERALMENTE).

Non disturbare il manovratore. La sanzione sarà l’ostracismo.

«Alla luce dell’insussistenza dei presupposti per poter accogliere al momento le istanze di rappresentatività del nuovo azionista nell’attuale composizione consiliare, il Cda ha comunque inteso riaffermare il proprio impegno e attitudine alla realizzazione degli interessi di tutti gli stakeholder della banca nella sua mutevole composizione azionaria nel tempo».

Questa la nota divulgata ieri dopo il CdA che ha esaminato (e cassato) la richiesta di un posto nel CdA di Raffaele Mincione,  nuovo azionista di rilievo della Banca con una quota del 5,428%,  secondo quanto comunicato dalla Consob il 19 febbraio 2018.

Non ho particolari simpatie per Mincione, personaggio ampiamente discusso e discutibile, dalla carriera costellata da episodi opinabili e censurabili, ma questo dà  un responso di come viene intesa da parte dei Malacalza la governance in Banca Carige.    “Nell’interesse di tutti gli stakeholder” dice il comunicato, ma io mi permetto di dire “nell’interesse di chi, col suo 20% si sente il padrone (nel significato ottocentesco del termine) della Banca”.

Dopo l’era dei ladroni si sta dunque profilando l’era dei padroni, incalzati per di più da riders famelici che cercano di strappare un pezzo di preda.   Tutto ciò è un vulnus per la Banca che continua a presentarsi con una strategia discontinua e con contraddizioni interne ai propri organi di governance.   Sarebbe necessaria ed auspicabile la presenza di uno o più soci di ampia, radicata e comprovata competenza finanziaria.

Come ebbi già a dire in una mia precedente nota, questo comporterebbe però una diluizione delle quote, cosa che non sembra gradita ai Malacalza, che paiono intenzionati a non mollare la presa nella gestione della Banca.    Alla luce di tutti gli sviluppi successivi mi sembra ampiamente disattesa la direttiva imposta dalla BCE: …Francoforte aveva vietato alla holding di Malacalza di esercitare funzioni di direzione e coordinamento sulla banca .. (da il Sole 24 ore dell’8 dicembre 2017), senza che nessuno intervenga.

Due piccole cose in chiusura. Per chi non ne fosse già informato la perdita 2017 non è di 380,5 milioni come diramato nei conti preliminari, ma di 388,4 milioni (bazzecole si dirà, ma piove sempre sul bagnato).    Seconda notazione: alla luce di quanto sopra la richiesta della Associazione Azionisti della Banca Carige (che dovrebbe rappresentare oltre il 59% del capitale – fonte Borsa Italiana) di poter nominare un proprio rappresentante all’interno degli organi societari appare come la richiesta di chi, messo alle strette da un avversario che lo soverchia, gli si presenta col cappello in mano.

(Mi sento in dovere di richiamare la definizione di Public Company:   – Società per azioni la cui proprietà è raggruppata fra molti piccoli azionisti, mentre le funzioni di controllo e d’indirizzo sono demandate al management.)

7 marzo 2018

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