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NADEF: LUCI ED OMBRE.

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Concentrare quasi tutto lo sforzo di Bilancio sull’IVA è un errore: l’Italia ha bisogno di crescere, anche con un po’ più di IVA.

Il Governo presenta la nota di aggiornamento al Bilancio.  Siamo certi che concentrare tutto lo sforzo sul non aumento dell’IVA sia quello di cui il Paese ha bisogno?

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Sostanzialmente ci è stata presentata una nota di aggiornamento al Bilancio basata su 3 fattori: riduzione del costo dovuto allo spread per circa 6 miliardi, aumento del deficit a circa 14,5 miliardi e una previsione di introiti dovuti alla lotta all’evasione fiscale e alla riduzione di alcuni (in parte non precisati) incentivi per 7 miliardi[1].

Purtroppo oltre 23 miliardi andranno bruciati per il disinnesco delle clausole di salvaguardia sull’IVA, ereditate dai Governi Renzi, Gentiloni e Conte 1.   Ben poco rimane quindi per un vero rilancio economico, se non il ripristino integrale del piano Impresa 4.0, varato dal Governo Renzi e da Carlo Calenda, confermato dal Governo Gentiloni e, in buona parte, accantonato dal Conte 1.

Pochi spiccioli (2,7 miliardi a partire da giugno 2020) andranno a favore del taglio del cuneo fiscale: peccato!   Per come la vedo io sarebbe stato preferibile procedere ad una rimodulazione, non neutrale ma con saldo positivo, dell’IVA.   4-5 miliardi in più avrebbero potuto fornire risorse raddoppiate a questa voce e il resto si sarebbe potuto impiegare sull’istruzione, vero tallone d’Achille del Paese.

Non mi soffermo più di tanto, anche in attesa delle misure definitive, sui 7 miliardi di maggiori incassi dalla lotta all’evasione fiscale: l’importo appare assolutamente esagerato e mette il Bilancio dello Stato al rischio di sfondamento a consuntivo del deficit o ad una manovra correttiva a metà esercizio. Faccio in più notare che il recupero di evasione dovrebbe essere tutto impiegato per la riduzione delle aliquote.

E’ peraltro noto che l’argomento “riduzione del Debito Pubblico”  non è particolarmente popolare in Italia qualsiasi sia il colore del Governo: il popolo dei mammoni non si fa scrupolo a campare a spesa dei propri figli e nipoti. Infatti l’operazione è sostanzialmente rinviata a tempi migliori.

Altrettanto impopolare la “lotta all’evasione fiscale”.  Un po’ tutti, per poco o per molto, ci caschiamo: quando, in cambio di un piccolo sconto, non chiediamo la fattura all’idraulico, al dentista o al ristorante.  Non saranno certo i piccoli bonus sui pagamenti tracciabili che cambieranno in breve tempo l’andazzo.  Senza contare che una seria lotta all’evasione scontenterebbe qualche milione di persone che votano!

Per quanto riguarda i grandi evasori il Governo dovrebbe farsi parte proponente in sede Europea di una ormai imprescindibile univocità di tassazione alle multinazionali su base continentale.  L’attuale sistema, che consente ad un buon numero di multinazionali di trasferire o mettere la propria sede in quelli che sono “Paradisi Fiscali Europei” ( Irlanda, Lussemburgo, Olanda in primis), deve cessare: oltre a sottrarre risorse tramite il minor gettito fiscale, porta in quei Paesi posti di lavoro e produce emigrazione di manager e quadri.  Non sarà semplice, ma auguri al neo Commissario Europeo per gli Affari Economici e Monetari, Paolo Gentiloni.

 

 

[1] https://it.finance.yahoo.com/notizie/manovra-il-monito-di-cottarelli-150947605.html