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NEL TEMPO DEL COVID 19

Risultato immagini per LA PESTE

La navicella spaziale su cui viaggiamo, ci agitiamo, ci ricorda la nostra fragilità .

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NONNA EDILIA.

Terra: pianeta in continuo movimento.   Trasmette mutazioni climatiche a ritmi alternati, assestamenti periodici gravi, spesso mortiferi.   L’umanità ne è consapevole, impotente, rassegnata.

Quando invece un fenomeno imprevisto sfugge alle naturali scansioni temporali si manifestano reazioni umane incontrollate: è la paura, il panico.

La vita, etero-diretta nel quotidiano e nei progetti, sembra un percorso oscuro da attraversare a fari spenti.  Lo sgomento acuisce il disagio.   Siamo in grado di affrontare le calamità naturali che incombono?  La domanda è retorica.

Sorgono strane, improponibili ipotesi: proposte raggelanti.    La “resa” all’imponderabile vorrebbe dire fermare gli sforzi dell’umanità per la sua evoluzione, regredire all’origine semantica della specie, ritrovare il nucleo vitale.

Restituire al mondo del ”Creato” è un’ipotesi cervellotica, ma la fantasia,ormai, pare non avere più confini …

 

Giuli.

Vorrei ricordare che il cammino dell’umanità non è stato sempre lineare, unidirezionale.  Con Giambattista Vico mi sento di affermare che quell’ideale percorso ha subito, subisce e subirà improvvise rotture che sembrano interromperlo, spezzarlo: guerre, epidemie, invasioni sono ancora dietro l’angolo.  Non facciamoci annichilire.  Prendiamo piuttosto spunto dalle crisi per uscirne in una direzione migliore.  I tunnel non sono infiniti, tranne per chi, purtroppo, ci muore dentro.