NELLE SEGRETE STANZE

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Quasi come in certi eventi Vaticani del passato, il Prof. Tesauro ha presentato le sue dimissioni da Presidente di Banca Carige.

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Nelle segrete stanze di un potere alquanto logoro, si è consumata la vicenda di un Presidente che, credo, non lascerà molti rimpianti.  Messo in sella dai Malacalza, strenuo difensore di una impossibile indipendenza asservita al controllo (vedi  http://giuli44.altervista.org/carige-monogama/ e http://giuli44.altervista.org/aggregazioni-bancarie-lavori-corso/) sulla Banca da parte dei Malacalza stessi, non credo che i piccoli azionisti sentiranno la sua mancanza.

Piuttosto noto che si prosegue con la linea della più assoluta opacità.  La notizia è piombata come un fulmine a ciel sereno e, a due giorni di distanza, le notizie in proposito sono assolutamente generiche e scevre di ogni particolare che abbia costretto al passo il Professore.  Da ciò che è stato pubblicato sembra che il nostro simpatico vecchietto si sia dimesso perché la BCE si rivolgeva sempre a Fiorentino, ignorandolo.  Rimbambinismo senile o occultamento della verità?

Qualche minuto fa poi è stata comunicato che anche il Consigliere indipendente Stefano Lunardi si è dimesso.  In un suo comunicato per «sussistere di motivi di dissenso e divergenze con l’organo di governo della società per quanto riguarda la gestione aziendale e la visione di governance».

Ovviamente i piccoli azionisti, che pure ancora sono la maggioranza del capitale, vengono tenuti all’oscuro di quali siano questi “insanabili motivi di dissenso”.  Lecito quindi pensare, come nella favola di Fedro, che qualcuno fra le serpi (i grandi azionisti, Malacalza in testa) presenti nella palude voglia mangiare altri ranocchi (i piccoli azionisti) per rafforzare la propria quota azionaria a prezzi di saldo.  Infatti dal primo annuncio il titolo sta perdendo circa il 6%.  Un buon affare per qualcuno, atto a presentarsi a una futura fusione con un pacchetto azionario più corposo?  Intanto quel qualcuno sa che la Consob non c’è o, se c’è, sonnecchia!

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