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O diâo u fà pignàtte …

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O diâo u fà pignàtte … Attenti voi due!

Cari Salvini e Di Maio, oggi vi voglio parlare di  un proverbio.

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O diâo u fà pignàtte, ma covèrci u nu ne bàtte è un antico proverbio genovese. Traduco letteralmente: Il diavolo fa pentole, ma non batte coperchi (i calderai lavoravano battendo il rame, con cui era fatto, fino all’inizio dello scorso secolo, il pentolame).

Salvini e Di Maio hanno solidalmente varato una manovra economica in cui si sono bellamente dimenticati del lavoro.  Quello che fa crescere il Paese, che abbassa il famoso denominatore debito/PIL, che fa star meglio tutti, che dà dignità alle persone.

CARO SALVINI.

Lei pensa di aver risolto tutto dando a chi lavora l’osso un anticipo sul trattamento pensionistico per non farli strillare per lo scandalo del Condono Fiscale e del favoritismo della flat-tax riservata alle partite IVA.  Spennare la gallina senza farla strillare, sempre per rimanere nei proverbi.  E non mi venga a dire che è un provvedimento a favore dei precari costretti a lavorare con partita IVA, perché chi fattura 100.000 € mi pare che di precario abbia ben poco.  http://giuli44.altervista.org/governo-dellevasione/.

Gli sciocchi lavoratori che La hanno seguita pensa che non si accorgeranno mai di questo?  Lei sembra una persona intelligente e di buon senso, quando non si fa accecare dalla furia antimigratoria.  Ci pensi, perché, cessati i fumi contro i “negri” e incassata la pensione (mettendo a rischio l’INPS e, quindi le pensioni di chi già è pensionato e di chi lo sarà in futuro), potrebbero anche ripensarci, vedendo i loro figli languire nei “lavoretti”, andando verso altri lidi ad esprimere le loro preferenze elettorali.

CARO DI MAIO.

Credo che Lei sia un caso unico: un disoccupato che diventa Ministro del Lavoro.  Io Le chiedo,in tutta sincerità (so che non mi risponderà mai, ma…) “quando si trovava in quel triste frangente, avrebbe preferito dallo Stato l’umiliante mancetta di un reddito purchessia, o che lo Stato, promuovendo lo sviluppo economico Le creasse le condizioni per una vera occupazione?”  Io penso che per dignità personale, non avrebbe neppure compilato il modulo di richiesta.

Dunque non si riempia la bocca, non si affacci al balcone cantando vittoria!  Ma vittoria contro chi, se il Governo è cosa vostra?  Pensi piuttosto a come rifinanziare e rimpinguare il provvedimento “Resto al Sud”, come è stato richiesto dalla Ministra Barbara Lezzi  http://giuli44.altervista.org/sud-interventi-utili/.

CARI TUTT’E DUE.

Non credo che vogliate un popolo di esodati e nullafacenti. Come ha detto recentemente Papa Francesco ‘Il lavoro non è un dono gentilmente concesso a pochi raccomandati: è un diritto per tutti!’ http://www.sanfrancescopatronoditalia.it/notizie/fede/papa-francesco-il-lavoro-non-un-dono-gentilmente-concesso-a-pochi-raccomandati-un-diritto-per-tutti!–36324#.W6-o02gzbIU. E ancora “attenzione, non possiamo immaginare di risolvere il problema semplicemente garantendo un reddito anche a chi non lavora perché gli mancherebbe un pezzo fondamentale di esperienza umana” https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2018-06/libro-lavoro-dignita-papa-francesco-dialogo-globalizzazione.html.

Impegnatevi quindi in questa direzione, non per replicare i consensi, ma per ridare dignità a questo popolo, che è il vostro popolo, anche se non tutti (ad iniziare da me) vi hanno votati.  E ricordate che, cessata l’euforia del momento, giunge sempre la resa dei conti  …. o diâo u fà pignàtte, ma covèrci u nu ne bàtte,