Parlamento in vacanza.

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Le ultime parole famose: Sediamoci attorno ad un tavolo e discutiamo da persone civili e responsabili!

Il Parlamento va in vacanza. Il Governo non c’é. Salvini e Berlusconi: cane e gatto. Di Maio: premier con chicchessia. E il PD sta a guardare.

Mentre prosegue la tragicomica sceneggiata delle trattative per un nuovo Governo, i Parlamentari si prendono 15 giorni di vacanza. La notizia, di per sé sconcertante, potrebbe avere il suo rovescio buono: se non si legifera non si fanno castronerie.

D’altronde anche il buon Mattarella, defatigato da due turni di colloqui inconcludenti, si è preso un riposino passando la mano alla Presidente del Senato cui, probabilmente, darà avvicendamento il Presidente della Camera!

Il balletto sembra così senza fine e senza sbocchi. Salvini e Berlusconi più che i vincitori (molto relativi) della battaglia del 4 marzo, paiono i convitati alla corte di Grimilde a Tulna: ricordate il Teodorico di Carducci?

“Pensa il dí che a Tulna ei venne
Di Crimilde nel conspetto
E il cozzar di mille antenne
Ne la sala del banchetto”.

Per Di Maio l’unica preoccupazione è diventare premier, con l’appoggio di chiunque passi per la via (beninteso eccetto Berlusconi, del quale potrebbe degnarsi di accettare i voti, purché lo stesso finga di star fuori dalla maggioranza).

E il PD? Sta a guardare, o almeno così sembra. Ci si augura che, al di fuori delle passerelle televisive, i suoi esponenti prendano delle iniziative non già per entrare o dare appoggio ad un qualsivoglia Governo, ma per proporre agli (sprovveduti?) vincitori, prima che un sostegno a formare una maggioranza, una riscrittura delle regole fondamentali: insomma un disegno di ampio respiro.

Credo che tutti gli Elettori abbiano capito quale castroneria abbiano compiuto nel bocciare la riforma Costituzionale di Renzi. Che Renzi abbia capito quale corbelleria abbia fatto a non concedere lo spacchettamento dei quesiti. E’ora di mettere da parte le polemiche personali, di guardare alle sorti del Paese, facendosi promotori non già di una qualunque alleanza, ma di un progetto di fondo per l’Italia. Una semplificazione delle regole è non solo necessaria, ma urgente, a livello anche Costituzionale.

21 aprile 2018

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