PERIFERIE

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Periferie: un degrado che non si vuole fermare nel quale vivono 28.000.000 di Italiani .

Il Decreto “Milleproroghe”del Governo storna i fondi del Fondo per le Periferie.  La superficialità delle opposizioni che votano a favore.

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Sono nato in un piccolo paese nella campagna della Valpolcevera (Genova), vivo da oltre 50 anni in periferia, quella massacrata dalla deindustrializzazione che ha lasciato i suoi scheletri inerti, che è stata presa d’assalto dalla emigrazione dal Sud negli anni ’60, che vede ora una nuova ondata migratoria di badanti, colf e manovali da tutto il mondo, ma che ha fatto crescere l’Italia con i suoi morti sul lavoro, le sue lotte e anche i suoi errori.

Mi illudevo che il dilettantismo, dimostrato dal Governo in troppe sue estrinsecazioni, fosse un suo marchio esclusivo.   Visto quanto successo con l’affossamento del Decreto Periferie col voto favorevole del PD, direi che la superficialità non è una esclusiva del Governo.   Sarà stata la voglia di andarsene velocemente in vacanza, sarà stata la confusione che ha imposto al Senato di votare più provvedimenti in contemporanea, ma il fatto è accaduto.   A Omnibus questa mattina, Davide Faraone,[1] dopo aver cercato inutilmente di dribblare la domanda sul caso, ha farfugliato che “… sì … la confusione …” Insomma dilettanti al Governo, superficialità all’opposizione hanno cancellato il provvedimento.

Il Decreto Periferie finanzia, con accordi Governo – Enti Locali, le situazioni di maggior disagio principalmente nelle aree metropolitane: il Governo lo cancella per stornarne i fondi a favore di interventi allargati a tutti i Comuni.   Sarò troppo sospettoso, ma credo che si voglia far arrivare una pioggerella di soldi a favore di fedelissimi.   Perché un conto è concentrare gli 1,6 miliardi faticosamente racimolati nelle situazioni di disagio che contraddistinguono le periferie delle grandi città,[2] un altro disperderli in 8.000 rivoli.

Non sarà con episodi come questo che sarà possibile convincere i cittadini Italiani, affascinati dalle tesi populiste, che sia possibile una alternativa.  La serietà non va declamata a parole e smentita con i fatti.   Questo nel giorno in cui il Presidente del Consiglio, col suo fare mellifluo e, a parole, accomodante, affascina con la sua intervista persino Fabio Martini, giornalista della Stampa finora non tenero col Governo.  Potete vedere l’intervento di Martini a Linea Notte Estate di RAI 3 cliccando su https://www.raiplay.it/video/2018/07/TG3-Linea-notte-estate-5408677b-811c-4ebc-b009-dadc0e06d8e0.html .

 

[1] Senatore PD, ex Sottosegretario al Ministero dell’Istruzione nel Governo Renzi e Sottosegretario al Ministero della Salute nel Governo Gentiloni.

[2] Intendo lotta a microcriminalità, spaccio, trasporti locali, riqualificazione urbana.

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