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PERNIGOTTI E ANAS.

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Pernigotti: dal 1860.

Il Festival dell’approssimazione di un Governo.

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Ieri si sono consumati due fatti che potrebbero essere definiti marginali, ma che sono il sintomo del disagio del Paese.  A Novi Ligure la proprietà della Pernigotti decide di chiudere lo stabilimento per trasferire la produzione in Turchia: 100 dipendenti a spasso.  A Roma l’A.D. di ANAS, Gianni Armani si  dimette «in considerazione del mutato orientamento del Governo sull’integrazione di Fs Italiane e Anas».

PERNIGOTTI.

Qui vado sul personale.  Ero bambino ed era il dopoguerra: poco lardo per i gatti di una famiglia operaia,  ma arrivava Natale e non poteva mancare il torrone Pernigotti,  Nostalgie di anziano? Non solo, ma anche di perplessità e rabbia,

Perplessità perché l’operazione è stata agevolata dal “Decreto Genova”.  Stupitevi: in quel Decreto non c’è solo il Condono per gli abusi edilizi ad Ischia e in Centro Italia, ma la riesumazione della “vecchia” Cassa Integrazione Guadagni, non limitata alle sole aziende direttamente od indirettamente toccate dal crollo del ponte Morandi, ma erga omnes.

Operativa anche se l’azienda fallisce e/o chiude i battenti e il beneficio non è più supportato dai contributi di una impresa che non esiste più.  Con quel tipo di CIG abbiamo visto persone che  dopo decenni di Cassa Integrazione sono passate direttamente alla pensione.  https://it.finance.yahoo.com/notizie/se-cassa-integrazione-%C3%A8-usata-160000577.html.

Rabbia per la incapacità del Governo di vedere, al di là del proprio naso, gli effetti perversi di un provvedimento approssimativo, rabberciato e, forse, preso per dare un contentino a Landini e soci per il collateralismo espresso.

ANAS.

Uno dei provvedimenti del Governo Gentiloni prevedeva l’integrazione della scassatissima ANAS nell’Azienda Ferrovie.   Trovai la mossa pertinente ed intelligente:  pensate alla costruzione di una linea ferroviaria e di una strada affiancate sullo stesso piano di sedime: maggior economicità costruttiva, manutentiva.  Ma già al Governo “prudeva” salvare per la terza volta Alitalia e occorreva “sposarla”, ma con chi?  Non certo con ENI, ENEL Leonardo: tutte aziende operanti sul palcoscenico internazionale: soggette a concorrenza non sopportano costi impropri di aziende decotte.  Rimaneva Ferrovie: tanto quei sempliciotti di pendolari che pagheranno il conto sono abituati a ben altro.

Ecco perché l’A.D. di ANAS ieri se ne è andato.  Non so se ha sbattuto la porta.

E ci aggiungo anche un po’ di sconcerto: un dipendente Pernigotti intervistato si rammaricava “eh! non tutti siamo vicini alla pensione …” .  Ma la cultura del lavoro? sono bastati 5 mesi di Governo stellato per cancellarla definitivamente in questo Paese? Nessuno pensa più ai propri figli, nipoti?  Après moi le déluge!